«Da anni fotografiamo ufo: basta avere la costanza di guardare in cielo e la mente aperta»

L'analisi dello studioso che vive a Villanova Canavese sul recente caso di avvistamento ufo a Corio
Nole Canavese maggio 2018 - autore F. Mariano.jpg
Una foto scattata a Nole lo scorso mese da un’infermiera della nostra zona

Dario Giacoletto vive a Villanova Canavese ed è da 40 anni uno studioso serio e profondo conoscitore del fenomeno ufologico (si vedano i suoi ultimi lavori sul “Caso Val Malenco” e i suoi rapporti con enti come A.R.I.A e il Cun) e gestisce un blog, “Presenze Aliene” (https://presenze-aliene.blogspot.com), uno dei più “antichi” in Italia sulla rete sul tema, che cura con meticolosità e rigore pur mantenendo un profilo basso «anti mistificazione», come ama spesso dire, ma soprattutto «pro mente libera e aperta».
Forte di oltre mezzo milione di contatti vi si potrà trovare una casistica sterminata su casi e annesse documentazioni quasi sempre di prima mano e con immagini certificate grazie all’applicazione di software anti sofisticazione spesso condivisi con periti informatici, associazioni ufologiche riconosciute e, quando non basta, interloquendo con il Cicap.
Il fenomeno raccontato dai giornali in questi giorni sul presunto avvistamento dell’ufo nei cieli del Canavese - di cui non esiste però immagine - e rincorso da jet militari per lui non è certo una novità: di simile ve ne fu uno a Ferragosto 2015 in Val Tellina durante una messa sul pianoro tenuta dal vescovo di Como - di cui esistono però foto - fatto ripreso dalla Gazzetta di Sondrio e mai smentito che diede il là al filone di avvistamenti sulle montagne lombarde.
In ogni caso Giacoletto, già tre anni fa, a maggio, riportava sul suo blog - in questo caso con dovizie di immagini fotografiche - dell’ondata di avvistamenti iniziati con una certa frequenza tra fine luglio e inizio agosto nella zona ovest del Canavese; serie iniziata la sera del 27 luglio del 2015 e, come dimostra anche la foto che pubblichiamo, non esaurita. Tantissime anche in quei casi le segnalazioni dalle valli di Lanzo e da Ciriè, Varisella, Cafasse, Corio. Tutte postate - firmate con tanto di identificativo digitale - naturalmente anche sul web. Insomma da persone che ci mettono la faccia.
Un’ondata che riportò il Piemonte nella “classifica” degli avvistamenti dopo i primati degli anni ‘70 soprattutto nell’area del Musinè e dopo che, gli amanti del genere lo sapranno, il centro per eccellenza di avvistamenti in Italia sono diventate la Val Tellina e La Val Malenco. Giacoletto è ormai un habitué di quei luoghi e delle conferenze che su quelle alture portano ormai da anni studiosi di ufologia da tutto il mondo.

E sull’episodio di Corio Giacoletto dice: «Io da Villanova ho sentito il rumore dei caccia, ma ero convinto che nel frattempo tuonasse, quindi non sono uscito a controllare. Ma in altre occasioni sono invece stato testimone di eventi del genere. La questione dei fulmini globulari non regge, non perché non possono esistere, ma perché estremamente improbabili. Ciò che maggiormente puzza in questa faccenda è la presenza dei caccia. Dopo anni di ricerche ritengo che l’Aviazione Militare - che infatti smentisce sempre - è pienamente consapevole della presenza aliena che, non è arrivata qui ora, ma stabile da tantissimo tempo sulla Terra. Ed anche sulla versione "droni" fuori controllo sono in molti a pensare che qualcosa non quadri: anzi io la escludo».

La nostra inchiesta completa di immagini "certificate" sul numero cartaceo del Risveglio di giovedì 14 giugno

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