Botte sul treno, parla la mamma del ragazzo accusato di violenza sulla Torino Ceres

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«La responsabilità non è tutta di mio figlio e i suoi due amici non c’entrano nulla». Così la mamma del 18enne di Corio deferito in stato di libertà dai carabinieri di Mathi come autore di un’aggressione avvenuta su una carrozza della Torino-Ceres. Violenza, avvenuta la settimana scorsa, che è costata dieci giorni di prognosi ad uno studente di 19 anni di Lanzo. Ora, la vicenda, rischia di evolvere in un processo con la richiesta danni.
«Guardi ho appena accompagnato mio figlio dai carabinieri, per fare chiarezza su questa vicenda: primo, alla rissa con quel ragazzo non hanno partecipato i suoi amici; secondo, non è stato lui ad iniziarla, anche se eventualmente si prenderà le sue responsabilità per come è andata a finire».

Sono le parole della mamma dell’unico ragazzo indagato per la brutta vicenda delle botte sul treno di venerdì scorso.

«Mio figlio ha sicuramente sbagliato - incalza al telefono chi scrive - però vorremmo venisse fuori la verità» E quale sarebbe? «Lui e i suoi amici stanno attraversando un momento difficile: non studiano e non lavorano e l’altro giorno forse facevano un po’ gli stupidi sul treno... ma per scherzare, ritengo. Quel ragazzo - mi ha raccontato - se l’è presa ed ha alzato per prima le mani, poi mio figlio ha perso la testa ed ha esagerato. Sono la prima a portarlo dai carabinieri se lo merita, ma non c’è stato alcun pestaggio collettivo; tanto che i suoi amici hanno cercato di dividerli e poi, mi risulta (anche da quello che avrebbero colto le telecamere), che la ragazza che era con loro, appena scesa alla stazione sia corsa a chiamare soccorso, se vi fosse stato un linciaggio in atto da parte dei suoi amici si sarebbe comportata cosi?». Lo diranno le eventuali denunce. Se arriveranno.

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