Con l’inizio dell’anno Lemie ha perso un pezzo della sua storia e una figura importante per la comunità. Lunedì scorso 10 gennaio, alla casa di riposo per sacerdoti “Boccardo” di Pancalieri, è mancato all’età di 87 anni, don Luigi Caccia che fu parroco del paese valligiano prima dell’arrivo di don Bartolomeo Giaime.
Arrivato a Lemie nel 1979, don Caccia si fermò in valle per 23 anni seguendo per un periodo piuttosto lungo anche le parrocchie di Colle San Giovanni e Usseglio. Per problemi di salute si è trasferito in casa di riposo nel 2002. L’arrivo di don Luigi fu accolto con grande gioia in paese, tale era quella che il suo viso trasmetteva a chiunque incontrasse per strada. E, tanta, era anche la sua volontà di fare grandi cose per questo piccolo paese di montagna che aveva dimostrato di prendere subito a cuore. «La comunità di Lemie gli ha dato molto - dicono i fedeli - e lui “il nostro Parroco” ci ha dato tantissimo con la sua schietta presenza. Negli anni trascorsi qui - proseguono -ha visitato tutte le malghe, portando a tutti i margari e alle loro famiglie il suo sorriso e la sua voglia di comunicare. Ha messo in ordine le cappelle sparse sul territorio mantenendo vive funzioni religiose che altrimenti si sarebbero perdute e contribuendo a ripetere ogni anno le feste, con impegno e dedizione.
Ricordiamo quanto preziose fossero le notizie del suo bollettino parrocchiale, essendo lui sempre attento alle vicende del paese e dell’Amministrazione comunale. Quando si trasferì lasciò un grande vuoto nella comunità, ma un gran bel ricordo di tutti gli anni trascorsi insieme». Il funerale si svolgerà giovedì alle 10,30 nella parrocchia San Pietro e Andrea, in piazza Bionda 1, a Rivalta. Dopo la funzione la salma proseguirà per Lemie, dove sarà tumulata.
In questo articolo:
Autore
Nata a Lanzo, il 20 maggio del 1974.
Dopo una breve esperienza alla Gazzetta di Venaria, nel 1997 è iniziata la mia corrispondenza per il Risveglio, sul quale, fin dall'inizio, mi sono occupata - e mi occupo tutt'ora - della cronaca dalle Valli di Lanzo.
Il 2012 sarà per me il tredicesimo anno di iscrizione all'Ordine dei giornalisti, tra i pubblicisti. Amo scrivere, sono curiosa e mi piace andare oltre 'ciò che sembra' a prima vista.
Comments
INVIO QUESTO COMMENTO UN PO' IN RITARDO, MA CI TENEVO A FARLO.
SONO CONTENTO DI AVERE LETTO DI DON CACCIA, PER UN MOTIVO MOLTO PARTICOLARE. I MIEI GENITORI, PURTROPPO MANCATI ENTRAMBI IN QUESTI ULTIMI ANNI, MI HANNO PARLATO SPESSO DI DON GINO, COME LO CHIAMAVANO LORO.
DA GIOVANE PRETE HA SVOLTO PER 6-7 ANNI IL SUO SERVIZIO DI VICECURATO A PIOBESI TORINESE, DOVE HO LE MIE RADICI. UN ARTICOLO SU "LA VOCE DEL POPOLO" COMPARSO PENSO TRE SETTIMANE FA LO RICORDA INFATTI, SEGNALANDO LA SUA PREZIOSA COLLABORAZIONE COL PIEVANO ORMAI ANZIANO, IL TEOLOGO MONS. PIETRO BAIMA ( A PIOBESI PER BEN 55 ANNI), DI CUI PIOBESI HA CELEBRATO NEL 2008 IL 50ENARIO DELLA MORTE. FU DON GINO A UNIRE IN MATRIMONIO I MIEI GENITORI, COME TESTIMONIA LA FIRMA SUL LIBRETTO DI MATRIMONIO CHE CONSERVIAMO. I MIEI MI PARLAVANO DI UN PRETE MOLTO GIOVIALE, ALLA MANO, ALLEGRO. A PIOBESI CI SONO ANCORA TANTE PERSONE CHE SICURAMENTE LO RICORDANO. DIFATTI VOGLIO INDAGARE PRESSO M LA MIA NUMEROSA PARENTELA.HO ANCORA VIVI 7 ZII, FRATELLI DI MIO PADRE, DI ETA' COMPRESARA I 67 E GLI 86 ANNI. UNO DEI FRATELLI, DEL 32, E' ANCHE LUI SACERDOTE E SICURAMENTE PUO' DARE UNA BUONA TESTIMONIANZA.
MI E' PRESA QUESTA VOGLIA DI DIRLE QUESTE COSE, PERCHE' E' MIA PROFONDA CONVINZIONE CHE LA STORIA, QUELLA "IN GRANDE STILE" E' ALLA FINE FATTA ANCHE DALLE PERSONE NORMALI, CHE NON POSSONO DIRIGERE LA BARCA DEI GRANDI EVENTI MA CHE HANNO SUDATO E TRASUDATO UMANITA'. E DON GINO SENZ'ALTRO ERA UNO DI QUESTI. PRIMA O POI MI METTO IN CONTATTO CON QUALCUNO DI LEMIE. TRA L'ALTRO SONO INNAMORATO DLLE VALLI DI LANZO.
UN CORDIALE SALUTO.
BEPPE ODDENINO
Invia nuovo commento