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Vallo

Pensava di aver trovato gli acquirenti per la sua casa di campagna, a Vallo Torinese, invece è caduto nella trappola di una banda di rapinatori che l’hanno sequestrato e narcotizzato

L’ultimo colpo risale alla notte fra Santo Stefano e domenica 27. Dal presepe allestito dalla Pro loco in una casetta sul sagrato della chiesa sono sparite le statue in ceramica e stoffa, luci e lampioni delle case.

Anche a Vallo la campagna elettorale entra nel vivo, con i quattro candidati (Bussone, Colombatto, Toma e Ballauri) che presentano i propri programmi per il futuro del paese nell'incontro pubblico di questa sera a Vallo, alle 21 in sala consiliare, che sarà moderato dai giornalisti del Risveglio.

Pieno successo per la crociera promossa dalla Pro Loco di Vallo.

VALLO - Attacchi alle greggi e alla fauna selvatica: non sono solo i lupi a commetterli, anche se il dibattito è corroborato dalle sempre maggiori segnalazioni di allevatori che vedono nel lupo il solo ed unico nemico. Il concetto è chiaro ed è rappresentato da queste foto straordinarie scattate una settimana fa nei boschi di Vallo, nelle Valli di Lanzo, che ci ha fatto avere Giuseppe Castelli, volontario torinese che collabora con il progetto di monitoraggio del lupo della Regione.

Attacchi alle greggi e alla fauna selvatica: non sono solo i lupi a commetterli.

VALLO — L’ultimo uomo del mulino non c’è più. Vigiu ‘l Muliné, al secolo Luigi Mussino, se n’è andato una settimana fa dopo una vita intera passata tra la macina in pietra e la grande ruota in metallo, che ogni giorno accarezzava l’acqua del Tronta, il torrente che attraversa Vallo. Era nato proprio a pochi passi dal rio, 88 anni fa.

È forse stato l’abbraccio più bello, quello dei bambini, dei ragazzi e dei giovani di Vallo che nel pomeriggio di domenica 8 luglio hanno ringraziato il loro parroco, monsignor Vincenzo Chiarle, al termine dello spettacolo nel quale hanno ricordato le tappe principali degli ultimi cinquant’anni di storia della comunità.

Quando l’8 luglio 1962 don Vincenzo Chiarle celebrò la prima messa nella chiesa di Vallo, accanto al “prevosto” don Giuseppe Michelotti, cafassese come lui, nessuno poteva aspettarsi che quel prete di appena 24 anni potesse rimanere cinquant’anni alla guida di una parrocchia così piccola, trasformandola e cambiando profondamente il tessuto sociale e spirituale di un piccolo paese delle Alpi piemontesi.