Cassa integrazione a rotazione per i quattro autisti che si occupano della gestione del servizio di navetta cittadina. È partito da loro il provvedimento straordinario determinato dalla riduzione di commesse alla Provana Spa. «In attesa che la Regione accolga la nostra domanda – dice Maurizio Di Gioia, presidente della società a capitale pubblico – stiamo anticipando noi i fondi per la loro cassa integrazione».
Dopo gli autisti è in previsione che vadano in cassa, sempre che la trattativa con i sindacati riesca ad andare in porto, anche i sei professionisti, tra geometri, architetti e ingegneri, che lavorano alla Canavese Progetti Srl. «Stiamo cercando di trovare un accordo – aggiunge Di Gioia – per soddisfare le richieste delle parti sociali. Nel contempo speriamo che la situazione si sblocchi. Ci auguriamo, infatti, che possa costituirsi, al più presto un nuovo Consiglio comunale con il quale poter andare a discutere il futuro societario. Diversamente sarà difficile riuscire a poter andare avanti. Le commesse, infatti, si stanno riducendo e i margini per poter sostenere la struttura si stanno assottigliando».
L’unica realtà che pare proseguire con buoni risultati è la Provana Calore Srl. Società snella che eroga, con i suoi oltre 10 chilometri di tubazioni, riscaldamento a tutte le strutture pubbliche locali. La sua centrale a cippato, posta in via Volpiano, è un gioiellino che genera calore, senza inquinare, sfruttando la più antica fonte combustibile: il legno. Costituita nel 2004, grazie alla copartecipazione con la Cofatech, la Calore è riuscita, negli anni, a diventare indipendente e a creare dell’utile. Dotata di una struttura snella e ben organizzata ha garantito, negli anni, marginalità in grado di autosostenersi. Nel passato il Comune aveva tentato, in un paio di occasioni, di cederla, per fare cassa. Il costo di acquisto, troppo elevato, aveva fatto desistere i possibili acquirenti. La controllata e la centrale a cippato rimasero, quindi, nelle mani della Provana Spa. «In questi giorni – prosegue Di Gioia – sto facendo quanto possibile per trovare delle soluzioni che possano garantire una ripartenza delle attività. Tutto ciò al di là dell’utilizzo degli ammortizzatori sociali che, in questa fase, sono necessari».
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