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| 24 Giugno 2009 |
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| Compost: tornano puzze e insetti |
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| MAPPANO — Da quando, a fine aprile, l’impianto di
compostaggio, ha ripreso a lavorare a pieno ritmo,
dopo l’ennesimo stop per realizzare migliorie, non
passa giorno in cui la puzza non la faccia da padrona.
A volte per qualche ora la sera tardi, a volte il mattino
presto. A volte, come è accaduto lunedì scorso, per
l’intera giornata.
«La causa dell’odore che ristagna – spiega l’Amiat,
proprietaria dell’impianto che trasforma i rifiuti
organici in compost – sta nelle variazioni climatiche».
Insomma, è colpa della bassa pressione che non
consente un ricambio dell’aria. «L’odore non dipende
assolutamente dal mucchio di terra accatastato sul
piazzale dell’impianto – chiariscono ancora i vertici
dell’Amiat – perché quelli sono rifiuti già lavorati e
trasformati, privi di odore. È, insomma, già compost».
Anche se chi lavora nell’area Pip è tutt’altro che
convinto. Basta guardare il blog “open Borgaro” per
capire come la pensino diversamente da Amiat.
«Oltre all’annoso problema delle puzze, ora si
presenta anche quello degli insetti (mosche in
particolare) – segnala il blog - I grossi accumuli di
materiale umido ammassati all’aperto nel cortile
dell’impianto attirerebbero infatti enormi quantità di
insetti che inevitabilmente infestano l’intera area». La
segnalazione inoltre aggiunge: «Ogni giorno siamo
invasi da milioni di mosche, negli uffici, nel
magazzino, addirittura nel caffè delle macchinette e
questo succede ininterrottamente da marzo a
settembre».
Evidentemente gli accorgimenti finora adottati non
sono serviti un gran che a migliorare la qualità
dell’aria di Mappano e dell’adiacente area industriale.
«Finora si è fatto il possibile – conclude Amiat – e
crediamo che i disagi siano circoscritti al massimo in
un raggio di 3 - 400 metri dallo stabilimento.
L'articolo completo sul giornale a pag. 24 |
| Nadia Bergamini |
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| 2 settembre 2010 |
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