Un direttore d'orchestra (nolese) al Festival di Sanremo. Ed è la decima volta

Nell’edizione 2017 il maestro Fabio Gurian ha diretto Elodie e Zarrillo: ora tocca a Red Canzian
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ll maestro Fabio Gurian sarà sul palco del 68° Festival di Sanremo, in programma su RAI 1, dal 6 al 10 febbraio. In questa edizione, Fabio Gurian che come è noto è di Nole Canavese, salirà sull’ambito podio dell’Ariston a dirigere Red Canzian, cantante compositore e polistrumentista ed ex componente della famosa ed amata Band dei Pooh. Il brano che Red Canzian presenterà come solista è “Ognuno ha il suo racconto”.
L’intervista con il direttore d’orchestra Fabio Gurian, ci porterà a conoscere e capire meglio, il grande lavoro che comporta la direzione di una orchestra così importante e dei cantanti in gara al Festival.
Da quanti anni è impegnato con la direzione d’orchestra al Festival?
«Questo è il decimo (10°) Festival come direttore ospite al seguito di artisti in gara, il primo fu con i Subsonica nel 2000».

Cosa si aspetta di nuovo, per quanto la riguarda in questa 68ma edizione?
«Affronto questa nuova esperienza sanremese con il solito impegno soprattutto in considerazione del valore artistico di Red Canzian, musicista che di diritto appartiene alla storia della musica pop italiana».

Quanto tempo prima del Festival, inizia a prepararsi per salire sul podio ed affrontare tutti i possibili imprevisti, dovuti all’orchestra o al cantante?
«Il tempo che possiamo dedicare alle prove con l'artista e l'orchestra è sempre limitato, va considerato che ci sono anche prove tecniche di regia, suono e altro, ciò nonostante l'alto livello professionale dei musicisti permette risultati soddisfacenti sin da subito. Parte del risultato ottenuto in prova, dipende anche dal lavoro svolto a casa nelle settimane precedenti l’evento, quando si preparano le partiture per l'orchestra e si fanno valutazioni sulle eventuali criticità che si potrebbero incontra».
Il direttore d’orchestra può scegliere il cantante da seguire, oppure viene “assegnato” dal direttore tecnico, da una commissione, oppure dalla casa discografica?
«Non esiste una regola per la scelta del direttore d'orchestra: nel mio caso, almeno ad oggi, ho sempre seguito artisti che già conoscevo per aver lavorato sui loro progetti discografici o per aver collaborato con i loro produttori».

Per questo Festival si occuperà soltanto di Red Canzian o avrà altri cantanti da seguire, come lo scorso anno che ha seguito, sia Michele Zarrillo che Elodie?
«No, quest'anno avrò solamente Red Canzian».

Quale sarà il suo lavoro di musicista e direttore d’orchestra per il brano che Red Canzian presenterà?
«Red Canzian sarà presente sul palco per quattro serate, nella serata del venerdì ci sarà l'esibizione in duetto con Marco Masini, cantante ospite».

Conosceva già Red Canzian personalmente? Aveva già avuto occasione di collaborare musicalmente con lui?
«L'incontro con Red è avvenuto nel 2012, in occasione della registrazione dell'album “Opera seconda” dei Pooh: per quel disco ho diretto gli arrangiamenti orchestrali scritti da Danilo Ballo, loro produttore. In seguito Red mi chiamò a lavorare sul suo progetto discografico “l'istinto e le stelle”, del 2014, questa volta sia come direttore d'orchestra che come compositore per le parti orchestrali. Da qui il rapporto che ha portato all'odierna collaborazione».

I precedenti Festival le hanno già dato molte soddisfazioni, portando brani elaborati ed arrangiati da lei alla vincita del Festival, oppure, hanno raggiunto le prime posizioni. Dal punto di vista musicale il brano di Red Canzian ha delle buone potenzialità di arrivare tra i primi?
«Mi piacerebbe poter fare pronostici attendibili sull'esito della kermesse, in fondo nell'immaginario collettivo si suppone che lavorando all'interno di questa manifestazione si abbia una buona percezione, ma per il momento preferisco pensare alla musica ed attendere il responso della serata finale».

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