«Sono contento che alla fine questa iniziativa sia riuscita a unire le diverse parti politiche. Dopo tante difficoltà, la perseveranza ha pagato». È felice il consigliere di minoranza Giovanni Data. Lo si intuisce dal tono della voce, da come parla di Sanità e Ambiente. Il progetto pilota - che porterà a Rocca, Forno e Levone presidi mobili della Croce Verde a tutela della salute dei cittadini e della salvaguardia del territorio - sta per essere approvato anche in questo ultimo Comune. A sette anni dalla sua presentazione. Tanti ne sono passati da quando Data e Fabio Celada, a capo della Croce Verde di Borgaro e futuro responsabile del servizio, spiegarono in una lettera indirizzata al sindaco Giacoletto, in cosa consistesse il progetto. «Poi, a causa della scarsa stabilità politica e delle conflittualità sia in Comunità montana sia nei singoli Comuni tutto è stato sospeso». E così, dopo ripetuti cambi alla presidenza della Comunità dell’Alto Canavese, discussioni interne alle singole Amministrazioni e la disponibilità di aderire da parte di Forno, di Sanità e Ambiente si è tornati a parlare solo nel 2009. «Da allora la discussione è diventata più concreta, grazie anche all’appoggio dell’ assessore alla Protezione civile di Rocca, Gianfranco Fiore». E dopo Rocca e Forno, nel primo Consiglio comunale anche Levone dirà sì al progetto, come annunciato la scorsa settimana da Giacoletto. «Questo vuol dire che quando le iniziative sono a favore di tutta la comunità - dice Data - le diverse forze politiche sono in grado di collaborare, mettendo da parte le ideologie».
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