A Malanghero tra le buche

Quella strada piena di buche che da anni fa disperare i malangheresi. Sono i due chilometri e mezzo chedall’incrocio con la provinciale che porta a Leinì, nel territorio di Caselle, arrivano fino alla frazione. «Continuano a fare rattoppi – afferma Gianfranco Turinetti, del bar Calice Rosso, portavoce dei cittadini insofferenti – La strada non è stata più asfaltata da circa 15 anni. E nell’ultimo periodo la situazione è peggiorata perché sono stati fatti i lavori per portare l’Adsl, le fognature e le condutture del gas. Fare manutenzione non è solo buttare un po’ di catrame nelle buche, che salta via con la prima pioggia. È una strada molto trafficata, sia dagli abitanti sia dai lavoratori dell’Alenia. In alcuni tratti se si incontrano due macchine in senso opposto, bisogna fermarsi perché le buche non permettono di spostarsi».

«Quella strada è un disastro – conferma Ezio Nepote, assessore alla Viabilità – ma è sul territorio di Caselle». «Spesso ho fatto presente la situazione – aggiunge l’assessore malangherese Franco Picat Re – Ne ho parlato nelle sedi competenti». Poco più di un anno fa sono state raccolte circa 200 firme per richiederne la risistemazione . «Le abbiamo inviate – spiega Turinetti – al Comune di San Maurizio, a quello di Caselle e in Provincia, ma non è stato fatto nulla. C’è anche un problema di sicurezza. Le buche sono pericolose, soprattutto per chi va in moto e per i ciclisti. Anche in auto è pericoloso: io stesso l’anno scorso ci ho rimesso le gomme dell’auto, comprese di cerchio». Le risposte arrivano dall’ente di competenza, ma lasciano l’amaro in bocca. «Sappiamo in che situazione è la strada – afferma Giuseppe Marsaglia, assessore alla Viabilità di Caselle – Abbiamo ereditato Strada Malaghero 4 anni fa dalla Provincia, che l’ha lasciata già in cattive condizioni. Abbiamo chiesto dei preventivi per intervenire, ma il costo si aggira sui 100mila euro e abbiamo ha i fondi. Cercheremo di fare dei rattoppi, altro non si può fare. Non si riesce ad arrivare dappertutto, bisogna scegliere delle priorità e mettiamo al primo posto gli interventi per le scuole».


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