L'arte viva di Giuseppe Carpanedo a Venaria

Una mostra personale di pittura dedicata all’artista venariese, Giuseppe Carpanedo, è stata allestita, dal 19 al 22 gennaio, nella sala espositiva ex biblioteca di via Andrea Mensa 34
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Giuseppe Carpanedo un artista venariese che, con le sue opere di “arte viva” riscopre la paesaggistica storica di Venaria Reale

Una mostra personale di pittura dedicata all’artista venariese, Giuseppe Carpanedo, è stata allestita, dal 19 al 22 gennaio, nella sala espositiva ex biblioteca di via Andrea Mensa 34.
Giovedì 19 gennaio, l’inaugurazione ha accolto un folto pubblico per onorare il lavoro che Giuseppe Carpanedo, classe 1934 porta avanti, sostenendo la tradizione di una antica e nobile famiglia di affrescatori e pittori venariesi. Infatti, nel lontano 1934, in occasione della nascita del suo primogenito Giuseppe, Giacomo Carpanedo, dedicava alla moglie Maria Antolini, un bellissimo quadro con riproduzione di rose dentro ad un vaso, a sugellare il lieto evento.
Una raccolta di trenta quadri, hanno aperto al pubblico un percorso artistico che si immerge nella struttura naturalistica, paesaggistica ed architettonica della realtà circostante ed interna di Venaria Reale.
Molti gli ospiti intervenuti a sostenere la passione pittorica dell’artista ottantatreenne, portati con fervore e voglia di nuove creazioni. “È un onore avere un artista tutto venariese che con i suoi quadri, porta nella nostra città una grande ricchezza di storia, attraverso le sue opere ritroviamo antiche immagini di una epoca passata, da riscoprire in questa ricca esposizione”, ha espresso il presidente del Consiglio Andrea Accorsi. Presenti: l’amico venariese Gianni Gallian, pittore e fotografo; Claudio Macario, presidente della Pro Loco e Maria di Benedetto, presidente onorario della Pro Loco.

Fiori, alberi in primo piano, paesaggi e castelli storici avvolti in aloni fiabeschi sono “arte viva” che l’artista imprime con superba bravura nei suoi quadri. Colori tenui si immergono e si riflettono tra laghi e fiumi, castelli e ponti che si lasciano incorniciare tra panorami di montagna e, lasciano al visitatore, una fantastica immaginazione alla realtà.

I quadri hanno composto una ricca mostra, ma l’interpretazione dell’artista ha evidenziato e rievocato gli antichi spazi della Reggia, sempre vista da una prospettiva panoramica tra la ricca vegetazione. “Ho riprodotto il laghetto che rifletteva la Reggia e che oggi non esiste più – spiega l’artista Giuseppe Carpanedo – in una vecchia stampa ho ritrovato un ponte d’epoca romana che ho riprodotto a ricordo, ponendolo in un sito immaginario del nostro paesaggio e ancora un ricordo – continua Carpanedo - il quadro della Chiesa della Natività di Maria Vergine (Maria Bambina), vista dal fiume Ceronda, in cui ho realizzato alcuni restauri”. Giuseppe Carpanedo ha anche realizzato alcuni quadri che riproducono “il ponte Castellamonte”, visto da diverse angolazioni e in particolare dalla Ceronda. Un antico e importante ponte che si attraversa per raggiungere la Reggia.
Alcuni quadri rappresentano il castello “Galliani” con le torrette, oggi sede delle Suore Missionarie della Consolata. La mostra espone anche alcuni quadri che ritraggono molti paesaggi di alcune città sia italiane che straniere. La sua bravura ed esperienza hanno raggiunto panorami internazionali.

La mostra ha il patrocinio dell’Associazione Turistica Pro Loco di Altessano e Venaria Reale, promossa dall’Amministrazione Comunale.
“Questa mostra fa parte di un progetto di divulgazione dell’arte pittorica, è un piacere far conoscere i pittori del nostro territorio, proponendo anche altri artisti che hanno avuto un forte legame con Venaria - ha spiegato Claudio Macario - un riconoscimento agli artisti e un impegno per noi che proseguirà nei prossimi appuntamenti”.
“Sono contenta di aver richiesto all’Amministrazione e alla Pro Loco di sostenere, questa mostra personale per il pittore Giuseppe Carpenedo, con attenzione anche ad altri artisti venariesi che, hanno ancora molto da raccontarci con le loro opere”, ha detto Maria di Benedetto.

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