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07 dicembre 2020 Ciriacese Antonello Micali

Due vite spezzate troppo presto: l’omaggio a Fiore Perri e Corrado Orlando

L'EDITORIALE. Quegli eroi normali non uccisi dal Covid

L'EDITORIALE. Quegli eroi normali non uccisi dal Covid
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Due dolori grandissimi per le famiglie e le comunità cui appartenevano che ci ricordano che l’eroismo di una vita perbene è quello di chi ogni giorno vive onestamente per sé e per gli altri e che muore anche per cause che non sono il Coronavirus

In questo periodo funestato dalla impietosa cadenza con cui giornalmente vengono sciorinate le cifre dei morti causati dal Covid, cui si rischia di assuefarsi con l’inevitabile diluizione del pathos nel mare dei grandi numeri e delle stesse caratteristiche “propedeutiche” (età, salute, etc) all’esito fatale - peculiari a questo virus - talvolta è parso che non si morisse più di altre cause, e men che meno improvvisamente o inaccettabilmente: percezioni deformate, non solo dalle narrazioni giornalistiche. Le stesse che mirano a definire angeli o eroi chiunque si confronti o subisca le conseguenze di questa emergenza con responsabilità e buon senso.

Per questo la scomparsa di Fiore e Dado, entrambi appena 50enni, oggi può essere raccontata come quella di due eroi semplici del nostro tempo a prescindere dalla pandemia in corso.

Due dolori grandissimi per le famiglie e le comunità cui appartenevano che ci ricordano che l’eroismo di una vita perbene è quello di chi ogni giorno vive onestamente per sé e per gli altri e che muore anche per cause che non sono il Coronavirus. Del caso di Fiore conosco la sua grande e lunga capacità di lottare e con lui e per lui della moglie e dei figli con dignità e amore purissimi.

Di Dado, sportivo e amante dei boschi, dove ha speso i suoi ultimi aliti di vita, fatta eccezione per alcune amicizie comuni, conoscevo poco. Conservo di lui però un ricordo che oggi mi è più caro e che risale al 1989, alla naja: il suo intervento al “Car” da caporale anziano in favore della truppa cui facevo parte contro le violenze dei “nonni”.

AAA