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03 settembre 2020 Ciriè Antonello Micali

Grazie al potenziamento del credito d’imposta previsto dal decreto Rilancio

Pubblicità: investire sui giornali (ora) conviene di più

Sul piatto degli inserzionisti 85 milioni di euro, di cui 50 per i "cartacei" e 35 per siti radio e tv

Pubblicità: investire sui giornali (ora) conviene di più
Economia e Lavoro
Buone notizie per gli inserzionisti dei giornali e, quindi, per tutto il settore editoria: il tema è quello dello sconto fiscale - misura già in vigore dal 2018 - che viene “potenziato” in ragione degli effetti del decreto Rilancio recentemente licenziato dal Governo.

Buone notizie per gli inserzionisti dei giornali e, quindi, per tutto il settore editoria: il tema è quello dello sconto fiscale - misura già in vigore dal 2018 - che viene “potenziato” in ragione degli effetti del decreto Rilancio recentemente licenziato dal Governo. Si tratta di una misura importante per l’intero comparto perchè agevola ancora di più le aziende, i lavoratori autonomi, le associazioni, le Fondazioni che optano per investimenti sugli spazi pubblicitari di quotidiani, periodici, siti web e naturalmente televisioni e radio.

Lo sconto fiscale in favore di chi investe in pubblicità sarà pari al 50% della somma investita, senza ulteriori giri burocratici particolarmente tortuosi, confermano osservato e addet- ti al lavoro. Rispetto al biennio precedente e prima del decreto Rilancio questo credito d’imposta veniva riconosciuto solo se la spesa pubblicitaria effettuata nell’anno fosse più grande di quello precedente di almeno l’1%.

La legge stanzia 85 milioni di euro, di cui 50 destinati alle inserzioni sui giornali cartacei oppure sui siti; gli altri 35 milioni andranno invece ad appannaggio di spot sulle radio e sulle televisioni. L’opzione è valida anche per chi investe in modo crossmediale coinvolgendo diverse tipologie di media, maturando così diversi crediti fiscali, con percentuali ovviamente differenziate.

Pertanto, dal primo settembre e fino al 30 settembre 2020, gli investitori pubblicitari potranno chiedere lo sconto fiscale ma - elento saliente - anche per le domande già presentate a marzo, attraverso l’Agenzia delle Entrate, anche online. Nelle richieste occorrerà indicare gli investimenti pubblicitari già fatti e quelli pianificati nell’anno, quello corrente dunque, agevolato.

Infine, solo tra il primo e il 31 gennaio del 2021 si renderà necessario per gli inserzionisti qualità e quantità degli investimenti effettuati nel 2020 ed il credito d’imposta sarà utilizzato solo “in compensazione”, ridimensionando o in certi casi persino cancellando le tasse che si dovevano versare allo Stato. Come confermava anche la Repubblica due giorni fa, «se gli investitori pubblicitari presenteranno domande per importi superiori allo stanziamento di legge (85 milioni), il credito fiscale sarà ridotto rispetto a quello richiesto ed credito, più basso in questo scenario, verrà ripartito in modo percentuale tra i richiedenti».

(nella foto, una delegazione del Risveglio in visita alla tipografia Centro Stampa Quotidiani di Brescia, che stampa, tra gli altri, anche il nostro giornale)

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