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28 dicembre 2018 Ciriè Antonello Micali

Da circa tre anni il numero di vetture bruciate a Ciriè è molto più alto che in ogni altra città del Torinese

Ancora auto incendiate: e sono cinque in quattro giorni

Una cosa è certa, chi sta appiccando questi ultimi roghi non è l'uomo che a metà novembre avrebbe dato fuoco ai sette pullman Gtt nel deposito della stazione

Cronaca nera
Nuova recrudescenza di un fenomeno perlomeno inquietante

Siamo appena andati in stampa con questo titolo ad apertura del giornale: "Quanti sono i piromani a Ciriè?". Un quesito divenuto ancora più pressante dopo che, anche questa notte, quella tra il 27 e il 28 dicembre, altre tre auto sono state avvolte dalle fiamme. E fanno cinque in quattro giorni. L'ultimo allarme questa sera, poco dopo mezzanotte, in via Macario, all'intersezione con corso Nazioni Unite. Una Grande Punto, una Ford Focus e una Fiat Panda regolarmente parcheggiate l'una accanto all'altra,  sono andate improvvisamente a fuoco. Naturalmente per stabilire le esatte cause occorrerà attendere le risultanze degli accertamenti posti in essere da vigili del fuoco e carabinieri. In ogni caso non c'è ormai dubbio, almeno sul singolare dato statistico dei roghi d'auto nella città dei D'Oria, da tre anni a questa parte (mettiamoci anche l'incendio appiccato al Comune durante il Palio del 2015, cui seguì una lunga serie di episodi, tra questi quello in cui venne incenerita la vettura del sindaco dell'epoca, Francesco Brizio), Ciriè vive un piccolo e incomprensibile incubo. Quasi un mistero. Da circa tre anni il numero di auto bruciate a Ciriè è molto più alto che in ogni altra città del Torinese. Non ci sono invece dubbi sul fatto che anche l'episodio di quattro giorni fa (che rendicontiamo sul giornale in edicola oggi) sia doloso: i carabinieri in quel caso avevano trovato due bottiglie incendiarie con tracce di benzina.
Una cosa è invece certa, chi sta appiccando questi ultimi roghi non è l'uomo, ancora in carcere, che a metà novembre avrebbe dato fuoco ai sette pullman Gtt nel deposito della stazione. Che aveva detto ai carabinieri, confessando, di aver usato della diavolina, mentre il video registrato dalle telecamere e attribuito all'esecutore dell'incendio sembrava trasportare qualcosa che somigliava molto a una tanica.