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26 novembre 2018 Valli di Lanzo Gloria Rossatto

importante riconoscimento, il principale in Italia per quanto riguarda ricerche nel campo dell’antropologia visiva

Il“ suono”delle valli di Lanzo nel film di Flavio Giacchero e Luca Percivalle

Giovedì 22 novembre, a Roma, in occasione del Convegno-Rassegna “Mav 2018 - Materiali di Antropologia Visiva”, è stato presentato il film documentario “Lou soun amis - Il suono amico” realizzato nelle Valli di Lanzo

Giovedì 22 novembre, a Roma, in occasione del Convegno-Rassegna “Mav 2018 - Materiali di Antropologia Visiva”, è stato presentato il film documentario “Lou soun amis - Il suono amico” realizzato nelle Valli di Lanzo, da Flavio Giacchero e Luca Percivalle. «Si tratta di un importante riconoscimento, il principale in Italia per quanto riguarda ricerche nel campo dell’antropologia visiva, che porterà visibilità sulle tradizioni e la cultura in genere delle Valli di Lanzo ha sottolineato soddisfatto l’assessore alla Cultura del Comune di Viù, Alberto Guerci. La ricerca per la realizzazione del documentario nasce dalla tesi di laurea di Flavio Giacchero, etnomusicologo, musicista, che si occupa anche di antropologia culturale, fotografia e paesaggi sonori. Con lui, Luca Percivalle, regista, antropologo ed educatore che intende il video come uno strumento di ricerca, dialogo e riflessione. La documentazione sul campo è stata realizzata da entrambi gli autori e Luca Percivalle ha curato riprese video e fotografia».

Il Mav si tiene presso la Sala “Diego Carpitella” dell’Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia Museo delle Civiltà - Museo delle Arti e Tradizioni Popolari “Lamberto Loria”. E’ l’acronimo di Materiali di Antropologia Visiva, pertanto la rassegna è improntata alla discussione di metodologie e di prospettive di studio realizzate con i mezzi audiovisivi.

Dalla presentazione del film: «Si è immersi nel mondo dell’oralità e della quotidianità, in un tempo reale e immaginario, scandito da feste e riti di una società sopravvissuta alla forza centrifuga della globalizzazione per la quale la pratica musicale non è spettacolo o revival ma parte intrinseca della vita. La narrazione si sviluppa attraverso una serie di capitoli, che documentano le caratteristiche e il contesto culturale di una specifica tradizione musicale. Affinché questa musica possa riprodursi nel modo ideale, sono necessari elementi, composti da regole musicali e sociali, in cui si ricerca una precisa estetica del suono, connessa e speculare ad una particolare predisposizione emotiva. Dalla ricerca è emerso che elemento collante è l’amicizia, base per la buona riuscita di questa musica. Una tradizione musicale polifonica che è stata veicolata nel tempo creando e mantenendo società. Un suono che permette e conduce una determinata esperienza in cui il significato pare essere condividere e vivere un certo tipo di sentimento: sentirsi parte di una collettività in una dimensione armoniosa».