Articolo

17 maggio 2016 Druento

Ims, salvi tutti i 221 lavoratori tra Druento e Sparone

Economia e Lavoro
Per Druento, stante l’imminenza della scadenza di affitto del sito, attività e dipendenti saranno trasferiti presso i siti Tiberina di None e Pinerolo
MTD assumerà tutti i 221 attuali lavoratori di IMS attraverso l’acquisto dei rami aziendali dal fallimento e procederà con una richiesta di cassa integrazione straordinaria per almeno 12 mesi per la gestione dell’insaturazione produttiva attuale; a Sparone rimarranno le attuali attività e sarà potenziato il reparto costruzione stampi per creare condizioni favorevoli alla ricerca di nuove commesse. Per Druento, stante l’imminenza della scadenza di affitto del sito, attività e dipendenti saranno trasferiti presso i siti Tiberina di None e Pinerolo. Questa l'ipotesi d'accordo accordo raggiunto all’Unione Industriale di Torino tra FIM e FIOM ed RSU e la MTD del Gruppo Tiberina per la salvaguardia di tutti i 220 lavoratori della IMS di Sparone e Druento dichiarata fallita a marzo dal tribunale di Torino. Un accordo non senza sacrifici e incertezze: «Dopo l’incontro in Regione Piemonte di fine marzo che ha invitato le parti a trovare una giusta soluzione, abbiamo dovuto affrontare con le RSU una serie di condizioni che la MTD ha posto per la sostenibilità industriale delle attività di IMS» - recita il comunicato a fiirma di Vito Bianchino della Cisl Fim - MTD aveva in corso l’affitto di IMS da giugno 2015, ed ha valutato che l’attuale situazione economica ed industriale non poteva reggere senza interventi drastici dal punto di vista occupazionale ed economico ed ha dichiarato da subito che un suo impegno a rilevare dal fallimento le attività dovevano essere legati al raggiungimento entro 36 mesi di un equilibrio finanziario, passando attraverso la riduzione di 80/120 posti di lavoro oltre ad un forte ridimensionamento degli accordi retributivi aziendali in essere». Fino alla fine, dunque, non è stato scontato il raggiungimento dell’accordo. «Infatti FIM e FIOM - continua Bianchino - pretendevano a fronte dei forti sacrifici richiesti ai lavoratori, che vi fosse una garanzia di passaggio di tutti i lavoratori con il mantenimento delle anzianità di servizio ed i diritti contrattuali derivanti, la continuità di tutte le attività sul sito di Sparone ed una ricollocazione certa presso le sedi Tiberina di None e Sparone dei lavoratori di Druento, il cui sito sarà dismesso al termine del 2016 per finita locazione».