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22 febbraio 2019 Caselle Redazione

La decisione della lettera dopo aver appreso dal consigliere Audino i dettagli del progetto di riorganizzazione

L'Appendino, preoccupata per il futuro dell'aeroporto, scrive a Enav, Toninelli e Tria

"Con il nuovo piano industriale si verificherebbe il depotenziamento di Caselle e dei suoi notevoli volumi di traffico, che comportano oltre 40mila movimenti all’anno"

Economia e Lavoro Politica
"Ho chiesto di rivedere il piano industriale della società, partecipata al 53,28% dal Ministero dell’Economia, che gestisce il traffico aereo in Italia"

"Ho chiesto di rivedere il piano industriale della società, partecipata al 53,28% dal Ministero dell’Economia, che gestisce il traffico aereo in Italia", lo dice il sindaco Chiara Appendino che rende noto di una  lettera inviata all’amministratore delegato di Eanav Roberta Neri, oltre che ai ministri dei trasporti Danilo Toninelli e dell’economia Giovanni Tria.
“Sono venuta a conoscenza dal onsigliere metropolitano Stefano Audino di un progetto di riorganizzazione dell’assetto aziendale di Enav che coinvolge, tra gli altri, i controllori del traffico aereo impegnati nel centro aeroportuale di Torino Caselle” spiega ancora Appendino. “Il piano industriale sembrerebbe prevedere la chiusura di tutti i centri di avvicinamento dislocati negli aeroporti italiani e il loro spostamento nei Centri di controllo d’area di Milano e Roma; conseguentemente, gli addetti al servizio di controllo avvicinamento radar sarebbero trasferiti all’aeroporto di Milano Linate”.

La Sindaca ha espresso perplessità “in considerazione della complessità operativa e sociale dell’impianto torinese”: con il nuovo piano industriale di Enav si verificherebbe il depotenziamento di Caselle e dei suoi notevoli volumi di traffico, che comportano oltre 40mila movimenti all’anno. Inoltre, nella lettera si manifesta la preoccupazione circa le conseguenze legate al trasferimento del personale “con l’inevitabile dispersione di capacità professionali non facilmente replicabili altrove”, e si ricorda che la conoscenza specifica del territorio, dell’orografia e dei fenomeni atmosferici tipici del luogo hanno finora consentito di mantenere “altissimi standard di sicurezza anche nei casi in cui il Centro di Torino è stato chiamato a intervenire in occasione di avarie dei Centri di Roma e di Milano”