Referendum Giustizia: a Ciriè si costituisce il comitato per il No
Nasce il coordinamento locale in vista dell’appuntamento alle urne del 22 e 23 marzo
Referendum Giustizia: a Ciriè si costituisce il comitato per il No
Pd, M5S, sindacati e associazioni uniti contro la riforma costituzionale. Il CDM ha intanto definito il quesito che apparirà sulla scheda elettorale

Il fronte del “No” si organizza anche sul territorio. In data 6 febbraio 2026, si è ufficialmente costituito il “Comitato della società civile per il NO al Referendum sulla giustizia” di Ciriè e Valli di Lanzo. L’obiettivo dichiarato dal coordinamento è quello di informare e sensibilizzare i cittadini per evitare che, attraverso la riforma, il diritto alla giustizia perda la sua universalità e indipendenza.

Una coalizione ampia

Il comitato nasce da una base politica e sociale estremamente variegata. Oltre alla Cgil e allo Spi-Cgil, hanno formalmente aderito forze politiche come il Partito Democratico, il Movimento 5 Stelle, Rifondazione Comunista e la lista civica Progetto Caselle. Al loro fianco si schierano realtà dell’associazionismo e della società civile tra cui ANPI, Società Operaia, Comitato Ciriè per Gaza e la Lista civica progressista. Il gruppo resta comunque aperto all’adesione di singoli cittadini che vogliano contribuire alla campagna referendaria.

Il nuovo quesito sulla scheda

Parallelamente alla nascita del comitato locale, giungono novità importanti da Roma. Il Consiglio dei Ministri ha infatti stabilito la formulazione definitiva del quesito che i cittadini troveranno sulla scheda elettorale il 22 e 23 marzo 2026.

A differenza delle versioni precedenti, il testo è stato integrato con l’elenco esplicito degli articoli della Costituzione oggetto di revisione (artt. 87, 102, 104, 105, 106, 107 e 110) relativi alle “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”.

Le ragioni del NO

Secondo gli esponenti del comitato ciriacese, il rischio della riforma è che il sistema giudiziario finisca per subire l’influenza del potere politico. «Vogliamo evitare che la giustizia diventi una possibilità decisa da chi governa, anziché un diritto garantito per tutti i cittadini», spiegano i promotori. Nelle prossime settimane sono previsti incontri pubblici e banchetti informativi in tutta l’area delle Valli di Lanzo per illustrare nel dettaglio le criticità del provvedimento.

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