Uno spettacolo desolante quello apparso nelle scorse ore lungo la strada provinciale che collega Robassomero a Cirié, proprio davanti alla nota gelateria “Artite”. Una famiglia di cinghiali – una madre con i suoi cuccioli – è stata travolta e uccisa, con ogni probabilità da un veicolo che procedeva a velocità elevata.

A sollevare il caso è l’associazione LIDA Cirié Valli di Lanzo, che ha documentato l’accaduto con scatti che lasciano poco spazio all’immaginazione. Non è solo la morte degli animali a scatenare la protesta, ma l’apparente paralisi delle istituzioni nel gestire la rimozione delle carcasse.


“I cinghiali sono stati investiti, non uccisi da colpi di fucile”, spiegano i referenti dell’associazione. “Uno spettacolo pietoso e indegno. La cosa più grave è che, nonostante le segnalazioni, ci è stato risposto che nessuno interverrà fino a lunedì”.
Secondo quanto riferito dalla LIDA, il blocco dell’intervento sarebbe dovuto a carenze logistiche e alla tempistica del fine settimana. ASL e Carabinieri, interpellati dall’associazione, avrebbero confermato l’impossibilità di procedere nell’immediato poiché il comune di Cirié e il Cisa non disporrebbero di una zona di stoccaggio idonea per le carcasse degli animali selvatici.


Il risultato? I poveri animali sono rimasti sull’asfalto o ai bordi della carreggiata, alla vista dei numerosi passanti e automobilisti che transitano su un’arteria stradale molto frequentata, almeno fino alla mattinata odierna quando, secondo le ultime testimonianze, le spoglie sarebbero state rimosse (resta da chiarire da chi e come-stiamo cercando di interloquire con il consorzio).
L’episodio riaccende i riflettori su due fronti caldi per il territorio: la sicurezza stradale, l’impatto con animali di tale stazza rappresenta un pericolo mortale per gli automobilisti e l’efficienza dei servizi: “È inaccettabile che non ci sia personale o strutture pronte per queste emergenze nei giorni festivi”, conclude la LIDA, auspicando che le istituzioni locali trovino una soluzione definitiva per la gestione di questi incidenti, sempre più frequenti nelle zone di confine tra centri abitati e aree verdi.


