Infiltrazioni d’acqua, infissi obsoleti, distacco di intonaco, muffa diffusa e anche il cedimento dei balconi. Sono esasperati gli undici nuclei famigliari del palazzo di via Urio Reami 4 per questi problemi ormai insopportabili, lamentando anche di non trovare ascolto dall’ente proprietario: la scuola dell’infanzia paritaria “Vittorio Ferrero”.
Questo terreno all’angolo con via Lombardore venne lasciato con un testamento nell’Ottocento all’ente morale, che poi negli anni ‘70 del secolo scorso permise l’edificazione dell’immobile. I segni del degrado sono evidenti sia negli appartamenti sia negli spazi comuni. Circa trent’anni fa avvenne il crollo di un balcone; più recentemente si è verificato un distacco parziale, ma i materiali usati per il ripristino sono difficili da pulire. Sul terrazzo si sono aperte ampie fessure da cui l’acqua penetra nel sottopasso dei garage, dove la muffa è ben evidente e si staccano anche calcinacci. Per la muffa negli alloggi molti inquilini si sono arrangiati con perlinati o pannelli termoriflettenti a proprie spese, non risolutivi però. «Sono tre anni che lottiamo – spiega una coppia di residenti – Per evitare gli spifferi dobbiamo mettere sacchetti di plastica e coperte, ma le bollette sono arrivate fino a 450 euro bimestrali per non parlare dell’aumento degli affitti. La proprietà non può prenderci in giro dicendo che è tutto a posto. Alle nostre rimostranze viene risposto: “Se non le piace la casa se ne vada”. In questi giorni ci rivolgeremo al sindacato Sunia».
Il sindaco Luca Torella ha già effettuato dei sopralluoghi ma l’immobile è privato, per quanto il Comune versi ogni anno alla scuola dell’infanzia un contributo di 78mila euro. Nessuna replica, per il momento, dal Consiglio di amministrazione della “Vittorio Ferrero”.


