Cosa accomuna Daniele Chiarella a Ditonellapiaga? Certamente l’irriverenza, anche se il chitarrista e cantautore borgarese – nonché cittadino onorario di Ingria dalla sua partecipazione nell’estate 2025 all’Ingria Woodstock Festival – ne possiede in quantità assai maggiore, ma soprattutto il terzo posto conquistato nei festival canori in cui sono stati acclamati dal pubblico: l’artista romana in quello di Sanremo sul palco del Teatro Ariston; Chiarella nella quarta edizione del Festival Denazificato della Canzone Italiana di Torino, un “contro-festival” che gli organizzatori del celeberrimo Concertino dal Balconcino, Maksim Cristian e Daria Spada, organizzano regolarmente a ridosso della nazionalpopolare kermesse rivierasca della Rai.
Con il singolo lanciato lo scorso ottobre “Ho un paguro”, un omaggio al punk demenziale incentrato sulle fastidiose situazioni che possono provocare i crostacei, Chiarella ha fatto incetta di consensi tra coloro che hanno riempito il cortile di via Mercanti 3 a Torino. «È un brano molto goliardico: non so come ho fatto a ricevere molti voti ma meglio così», ammette candidamente.
Un tocco di Borgaro anche sul gradino più alto del podio dato che a trionfare sul ballatoio più iconico del capoluogo subalpino è stata Cristina Ramat, in arte La Ramat, compositrice che ha presentato il brano “Reso e Rosè” e che più volte ha calcato il palco del Cotton Theatre a Cascina Nuova, formando inoltre con il direttore artistico del CdM Franco Romanelli il duo “Two Raro”.
Ma marzo è un mese che sta riservando a Chiarella – che ama farsi chiamare con il nickname Stiv Kaz – anche altre occasioni per mettersi in luce, come al solito senza freni. Martedì 10 ha partecipato alla bocciofila torinese La Cricca a un concerto con la Stiv Kaz Band, che lo sta accompagnando nel percorso di recupero dei brani che fecero la fortuna dei Fanali di Scorta, e un’altra band goliardica del panorama metropolitano il cui nome è tutto un programma, gli Spaghetti Spezzati. Inoltre ai live ha alternato lunghe registrazioni in studio con gli Spermiagrumi, un trio di virtuosi delle sette note che ha fatto della libera improvvisazione il proprio marchio di fabbrica. Kaz e i suoi sodali, Max Turbo e Lucas Borracchio, sono pronti a dare un seguito agli album “Petus” e “Zoppas”, all’album live “Liveinstokatz” e all’ep “The Winter Sessions”, ma con una decisiva novità. «Questo sarà un lavoro più pop – afferma il cantautore borgarese – Abbiamo praticamente finito le registrazioni: dalle nostre session ritagliamo il meglio ma questa volta il materiale è pronto a diventare delle canzoni vere e proprie».


