La manifestazione nazionale di oggi a Torino per la Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie è stata anticipata all’ombra degli aerei da un ritrovo al monumento a loro dedicato, al Prato della Fiera, nel tardo pomeriggio di ieri, venerdì 20 marzo.
Una selezione degli oltre mille nomi delle persone – tra magistrati, agenti di scorta, carabinieri, poliziotti, attivisti, sacerdoti, giornalisti e bambini – uccise dalla mafia, additata dalla consigliera della Commissione Pari Opportunità e per la Promozione della Legalità Chiara Mingrone come una «radice che entra nel tessuto sociale e nelle vite delle persone distruggendole», è stata letta dal sindaco Giuseppe Marsaglia, dalla vicesindaca Giuliana Aghemo, dagli assessori Gerlando Bontà e Antonella Passaretti, dal consigliere Luca Baracco (che ha rappresentato la minoranza insieme a Endrio Milano), dalla presidente della Commissione Erica Santoro e dagli esponenti del gruppo di Protezione Civile, del Comitato di Mappano della Croce Rossa Italiana e della Pro loco, alla presenza del Comandante dei Carabinieri di Caselle Fabio Fornaiolo. Ma la manifestazione ha anche preparato il terreno a un altro appuntamento che, di lì a un mese, sancirà un momento storico per la comunità: il riutilizzo a fini sociali di un bene confiscato alla mafia, la villetta di viale Alcide Bona 43 che diventerà la sede della Protezione Civile. Cerimonia già fissata per lunedì 20 aprile con la partecipazione degli studenti, che daranno all’immobile il nome ufficiale.
«Chi l’avrebbe mai pensato venti o trenta anni fa – ha affermato il sindaco – che a Caselle si dovesse confiscare un bene alla mafia? È stata una sorpresa in negativo ma metterlo a disposizione della Protezione Civile, che ha bisogno di spazi, è un segnale forte. Tutti noi dobbiamo impegnarci ogni giorno. Falcone diceva che gli uomini passano ma le idee rimangono e camminano sulle gambe degli uomini. Ecco, quelle gambe oggi siamo noi». Da Marsaglia anche un invito a evitare le scorciatoie, anche nel voler passare prima di altri per rinnovare la carta d’identità, favorendo una cultura della responsabilità. Invito reiterato da Erica Santoro: «Insegniamo ai nostri figli che le scorciatoie non servono, che hanno un prezzo altissimo. Insegniamo ai nostri figli che nella vita bisogna fare fatica».
Come ulteriore atto di sensibilizzazione per il ricordo delle vittime, per due notti – quelle di ieri e di oggi – sulla facciata del nuovo Municipio di via Torino viene proiettata la bandiera tricolore.


