Presentato giovedì per "Incontro con l'Autore" il nuovo giallo di Antonio Falco
Rievocato a Volpiano lo scomparso mondo dei lavandai
La nuova indagine di Francesco Fabbris nella Bertolla degli anni '60 si inserisce sulle trasformazioni indotte dal progresso economico

L’ormai scomparso mondo dei lavandai di Bertolla, quartiere torinese che ha conservato un’atmosfera rurale, è tornato sotto i riflettori della rassegna letteraria volpianese – che festeggia il ventesimo anno – “Incontro con l’Autore” grazie al romanzo di Antonio Falco “L’eredità della lavandaia” (Baima Ronchetti), il seguito di “Il lavandaio di Bertolla” presentato giovedì sera nella sala polivalente Maria Foglia.

Dopo un’introduzione dell’assessora alla cultura Barbara Sapino l’autore, tecnico della ricerca presso l’Università degli Studi di Torino, in dialogo con la presidente del Consiglio di Biblioteca Claudia Coppetti ha rievocato con immagini e testimonianze d’epoca una città in forte trasformazione dopo le privazioni della Seconda Guerra Mondiale sulla spinta del “boom economico”, scenario nel 1960 di una nuova indagine di Francesco Fabbris sulle origini di un misterioso lascito economico a beneficio di Marzia, la fidanzata del suo migliore amico. Attraverso il genere giallo/noir l’autore analizza l’impatto dirompente del progresso tecnologico — simboleggiato dall’avvento della lavatrice — che ha portato alla rapida scomparsa di un mestiere secolare. Parallelamente, il libro recupera la memoria storica della Resistenza torinese, ispirandosi a figure femminili reali che hanno operato durante la Liberazione. Il declino dei lavandai ha fornito inoltre lo spunto per riflessioni sulle professioni destinate a essere travolte dalle innovazioni di oggi, in particolare l’intelligenza artificiale.

Prossimo appuntamento di “Incontro con l’autore” venerdì 10 aprile alle 18, sempre nella sala di via Trieste, con Marco Sartori per la sua opera “La saga oscura”.

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