Una sentenza storica della Corte d’Appello di Torino segna un punto di svolta per il settore della logistica, ribadendo un principio fondamentale: le tutele del Contratto Collettivo Nazionale (CCNL) Trasporto Merci e Logistica non sono soggette a interpretazioni al ribasso.
Il cuore della disputa: Orario notturno e pause
Il contenzioso riguardava il calcolo delle ore nei turni di notte. Amazon sosteneva che la riduzione di 15 minuti dell’orario non spettasse a chi già usufruiva della pausa retribuita di mezz’ora. I giudici hanno invece smontato questa tesi, stabilendo che i due benefici sono cumulabili.
Di conseguenza, per chi lavora di notte:
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L’orario effettivo deve scendere a 7 ore e 45 minuti.
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Viene mantenuta la retribuzione piena di 8 ore.
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Resta confermata la pausa pagata.
Impatto economico e lavoratori coinvolti
La pronuncia ha risvolti pratici immediati per circa 3.000 addetti, in particolare quelli impiegati nell’hub di Torrazza Piemonte.
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Arretrati: Si stima che l’azienda dovrà corrispondere cifre complessive vicine al milione di euro per i 15 minuti giornalieri lavorati in eccedenza negli anni passati.
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Adeguamento: Amazon sarà ora obbligata ad adeguare i turni al nuovo limite orario stabilito dai giudici.
Il commento della Filt Cgil
La vertenza, promossa dalla Filt Cgil Torino e Piemonte, viene accolta con soddisfazione. Il segretario regionale Francesco Imburgia ha commentato:
“I contratti si rispettano e i diritti si applicano integralmente. Questa sentenza dimostra che i diritti non si aggirano: si difendono e si conquistano”.


