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29 gennaio 2019 Venaria Reale Andrea Trovato

La società verdearancio lancia un appello al Comune: «Bisogna rifare i campi in erba sintetica, altrimenti la Federazione ci impedirà di giocare»

Calcio, l'allarme del Venaria: «Senza i lavori al Don Mosso, l'attività è a rischio»

Secondo il progetto presentato dal presidente Domenico Mallardo a Palazzo Civico, servirebbero 500mila euro per la sistemazione dei manti dello stadio di Altessano

È partita la corsa contro il tempo del Venaria Calcio: se entro il 30 giugno non verranno rifatti i manti in erba sintetica del "Don Mosso", la società non potrà più disputare le proprie gare ufficiali allo stadio di Altessano. Dopo la lettera inviata al Comune nei giorni scorsi, il presidente Domenico Mallardo ha convocato una conferenza stampa, ospitata nel tardo pomeriggio di martedì 29 gennaio nella "Sala delle Vittorie" dell'impianto di via San Marchese. «Sono ormai cinque anni che la Federazione ci concede una deroga - spiega Mallardo - ma il tempo sta per scadere. Abbiamo inviato 12 Pec e 52 mail all'Amministrazione e ai vari uffici negli ultimi due anni, senza mai ottenere alcuna risposta. Il rifacimento dei campi spetta al Comune, che è proprietario dell'impianto, non certo alla società che lo gestisce: non c'è nemmeno una riga sulla questione all'interno del bando che abbiamo vinto e poi sottoscritto nel febbraio 2017». Oltre al Venaria Reale, altre trenta società di Torino e dieci della Provincia sarebbero nella stessa situazione. «Ma noi siamo stati gli unici ad avere il coraggio di denunciare una situazione grottesca: a rimetterci sarebbero i quasi 400 atleti tesserati che compongono le 24 squadre che partecipano ai campionati federali. Tutto questo è inaccettabile», prosegue Mallardo. La società calcistica nata nel 1947, che ha da poco festeggiato i 70 anni di attività, chiede un incontro urgente al Comune: «Nel caso in cui non si dovesse trovare una soluzione - conclude Mallardo, appoggiato dal presidente onorario, l'avvocato Giuseppe Spaolonzi - andremo avanti per vie legali. Ma questo è un caso che speriamo di non dover prendere in considerazione. Se da qui al 30 giugno non dovessimo vedere dei risultati, però, non staremo certo con le mani in tasca e combatteremo fino all’ultimo affinché si possa continuare a giocare regolarmente al Don Mosso. Qualcuno si dovrà prendere la responsabilità giuridica, morale e amministrativa di quello che sta accadendo».

(Il servizio completo sul giornale in edicola giovedì 31 gennaio)