Due serate per parlare di partecipazione e criminalità
Spettacolo e Cultura
17 Febbraio 2012

Due serate per parlare di partecipazione e criminalità

«In qualunque modo questa guerra finisca, nessuno di voi rimarrà per portare testimonianza, ma se anche qualcuno scampasse, il mondo non gli crederà. La gente dirà che i fatti che voi raccontate sono troppo mostruosi per essere creduti: dirà che sono esagerazioni della propaganda alleata, e crederà a noi, che negheremo tutto. La storia dei Lager saremo noi a dettarla».
Era questo il timore di Primo Levi: che le parole delle SS potessero avere il sopravvento sulla verità. Il timore di milioni di ebrei sterminati nei campi di concentramento nazisti durante la seconda guerra mondiale. Per questa ragione è stata istituita la Giornata della Memoria: proprio perché tutti sappiano e nessuno dimentichi cos’è stato in grado di produrre l’odio razziale. Quale e quanto orrore e terrore la mente umana sia stata in grado creare fino a giungere al massimo crimine nella storia dell’umanità. A commemorare il 27 gennaio 1945, data in cui le forze armate russe entrarono, per la prima volta nel campo di concentramento polacco di Auschwitz, è stato, venerdì scorso, dalle 18,30 in poi, in piazza Vittorio Emanuele, il comitato “No a tutte le mafie”, con l’Anpi e la scuola media “Mario Costa”. Per quest’ultima sono intervenuti lo studente di 3ªA Mirko Aliano e l’insegnante di lettere Ivana Battistini. A loro è stata affidata la lettura di un brano del libro “I sommersi e i salvati” di Primo Levi, superstite alla deportazione. Sono seguitele letture di brani, poesie, testimonianze e l’intonazione di alcuni canti. «È stato un importante momento di ricordo – dice Donatella Babbini del Comitato “No a tutte le mafie” – che anche il Commissario ha apprezzato nel suo intento».
Questa sera, giovedì 2 febbraio, il comitato proseguirà la sua attività culturale. Alle 21, al circolo Fides, ci sarà un incontro con Davide Mattiello sul tema della partecipazione democratica. Il titolo della serata è: “Per chi dalla protesta vuole passare alla proposta”: ossia cosa fare dopo l’indignazione, passo dopo passo, dall’impegno non violento fino alla responsabilità di governare con “tenerezza e disciplina”.
È questo il percorso seguito da Davide Mattiello nel libro “La mossa del riccio” (Add editore) che sarà al centro dell’incontro-dibattito di questa sera. Il comitato organizzerà, il 21 marzo, un’altra serata. Questa volta sarà dedicata alla “Memoria dell’impegno”, promossa dall’associazione Libera. «In quell’occasione – aggiunge Donatella Babbini – ci sarà un momento dedicato alla commemorazione di tutte le 800 vittime innocenti delle mafie». All’appuntamento prenderà parte il giornalista di Narcomafie Marco Nebiolo. Chiuderà la serata la referente piemontese di Libera Maria Josè Fava.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


Massimo 1000 numero di caratteri ancora disponibili


Scarica l'App de Il Risveglio
ULTIME NOTIZIE
Tra ronde e banchetti: la destra radicale cerca spazio a Ciriè, ma la città resta presidio antifascista
Cronaca, ...
I giovani del movimento di Vannacci in piazza San Giovanni per la legittima difesa. Tra propaganda e presidio del territorio, la risposta di una comunità che affonda le sue radici nei valori della Costituzione
26 Settembre 2026
CIRIÈ – Non accenna a spegnersi l'attenzione sulla presenza e sulle iniziative delle formazioni di destra radicale e sovranista nel territorio ciriace...
Orrore a Torino, il corpo fatto a pezzi in casa della prof del “D’Oria” di Ciriè: tre fermi
Svolta nell'orrore di via Gulli a Torino: coinvolta una docente residente nel Ciriacese
La 47enne insegnava italiano nell'istituto superiore ciriacese, ma era assente da inizio anno scolastico. Nell'appartamento di Borgo Vittoria trovati i resti di Fabio Colapietro sigillati nel cemento e nei sacchi
di Redazione 
26 Settembre 2026
CIRIÈ / TORINO – Lo sconforto e lo sconcerto per l'orribile delitto commesso a Torino travalicano i confini del capoluogo e colpiscono in pieno la com...
Caselle: “Il bambino che regalava luce”, fiaba di solidarietà per la ricerca
Un libro con cui Alice Manconi ha voluto dare un senso alla scomparsa a soli 6 anni del figlio Alessandro
Il desiderio dell'autrice è farlo viaggiare per l'Italia: hanno già aderito al progetto i presidi culturali di cinque Regioni
25 Settembre 2026
Ci sono storie che spezzano il respiro per l’intensità del dolore che portano con sé, ma che sanno trasformarsi in un approdo di speranza e generosità...