Lemie in festa per i 12 bimbi
Cronaca bianca
22 Febbraio 2012

Lemie in festa per i 12 bimbi

LEMIE — Tutto iniziò alcuni mesi fa con la richiesta, da parte dei profughi, di bibbie in lingua inglese e francese per poter professare la loro fede. E il lieto fine, per lo meno per questo lato della storia, è arrivato sabato scorso 18 febbraio con il battesimo di 12 bimbi africani che si sono affiliati ancora meglio al paese che li ospita dall’estate scorsa, attraverso tanti padrini e madrine scelti nell’ambito della comunità lemiese. Tra questi, anche il primo cittadino Giacomo Lisa, che ha tenuto a battesimo la piccola Aalhya la prima bimba nata in quello che adesso sembra quasi un pezzo di Africa tra le montagne colme di neve.
Paesaggio e atmosfera suggestivi, tra canti africani che hanno commosso i presenti hanno fatto da cornice alla cerimonia di sabato, celebrata in tre lingue nella bella chiesa di San Michele Arcangelo a Lemie, da padre Paul Ndè dell’ufficio Migranti della Diocesi di Torino, insieme al parroco don Bartolomeo Giaime. Dodici bimbi, figli del gruppo di profughi accolti presso la casa della Divina Provvidenza, hanno ricevuto il battesimo su richiesta dei genitori che, durante gli incontri con padre Paul e i volontari che spesso salgono a Lemie per dare conforto spirituale agli ospiti, avevano manifestato il desiderio di poter battezzare i propri figli: quelli che non avevano potuto ricevere il battesimo in Africa, a causa delle penose vicende che li costrinsero a scappare, e quelli che sarebbero nati di lì a poco. Un evento al quale hanno presenziato anche diverse autorità, tra cui l’assessore provinciale Marco Balagna, il consigliere regionale Gianfranco Novero, il sindaco di Monastero Nicola Ferroglia e numerose suore del Cottolengo, che nei discorsi di saluto hanno messo in evidenza il grande lavoro di integrazione svolto dalla Comunità di Lemie. La cooperativa Crescere insieme di Connecting People, che gestisce l’accoglienza, ha curato il rinfresco, nel corso del quale sono state apprezzate le dodici torte, ciascuna di esse riportante i nomi dei bambini festeggiati. «Adesso è ora di spingere un po’ il piede sull’acceleratore per regolarizzare la posizione di queste persone – ha sottolineato il sindaco Lisa. Qui c’è solidarietà, ma adesso bisogna pensare agli adulti, ad un inserimento nel mondo del lavoro. Bisognerà fare presto ad intervenire».

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