Nei giorni dell’Ilva e del tragico anniversario della ThyssenKrupp, la pièce Le “Sacre Sindoni” dell’Ipca
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6 Dicembre 2019
Successo per l'esordio dello spettacolo teatrale firmato dalla giovane regista ciriacese Elisa Macario Ban

Nei giorni dell’Ilva e del tragico anniversario della ThyssenKrupp, la pièce Le “Sacre Sindoni” dell’Ipca

L’attore Federico Lapo Bidoglio impersona Paolo Randi, operaio superstite e testimone della vicenda

Successo per le “Sacre Sindoni” della attrice e regista Elisa Macario Ban, andato in scena al Teatro Bellarte di Torino (rassegna Fertili Terreni Teatro di Tedacà). Lo scenario, come un girone infernale, è l’Ipca di Ciriè (circa 150 morti) e la sua drammatica storia.

Ma lo spettacolo, con la Macario Ban e Federico Lapo Bidoglio nei panni del ciriacese Paolo Randi (nella foro con Macario Ban e l’attore che lo ha impersonato), è anche la storia del coraggio della denuncia e della testimonianza di chi è sopravvissuto. Randi, insieme alla famiglia di Benito Franza (leggendario sindacalista che denunciò la situazione prima di ammalarsi e morine a sua volta), fra il pubblico di sabato.

 La trasposizione drammaturgica di una delle tragedie industriali più gravi e a noi vicine
in uno spettacolo che è soprattutto la storia di un uomo, la storia di una denuncia, la storia
di una fabbrica che ha portato alla morte tantissimi operai. Il protagonista si chiama Paolo Randi
(impersonato dall’attore Federico Lapo Bidoglio) ed è uno di quei lavoratori che in quell’inferno
ha lavorato a lungo e conosce bene le quasi assenti tutele dei lavoratori e del lavoro, tossico, pericoloso, inumano. Lui è però anche uno dei pochi supestiti e ha voglia di parlare, di raccontare.
E da qui la possibilità di fare di questa testimonianza una preziosa e nuova pagina di teatro
impegnato, quello sociale come si amava dire qualche tempo fa.

«Grazie alla testimonianza di Paolo ripercorriamo la storia di un caso di fabbrica – spiega l’autrice della pièce – di carnefici e operai innocenti arrivando finoal processo che ha condannato i proprietari, i dirigenti e lo stesso medico curante, collaboratore dell’indifferenza e delle morti.
Con questa storia però c’è anche il racconto di una vita, di esperienze di un uomo che sceglie
di non tacere ma di rendersi testimone vivo, che ci guarda  negli occhi e ci chiede di non arrenderci».

Una storia che rimanda alla drammatica attualità del caso Ilva dove, nonostante lazione dell’Ipca di oltre 40 anni fa, siamo ancora sotto l’ossimorico ricatto tra diritto al lavoro e quello alla salute o alla tragicità di questi giorni in cui ricorre l’anniversario della strage alla ThysseKrupp di Torino 12 anni fa.

La fabbrica di colori di Cirièi – come è noto -metteva gli operai a stretto contatto e senza protezioni con amine aromatiche, la cui esposizione nel lungo periodo portava alla manifestazione del cancro alla vescica. Nella sua performance attoriale Paolo chiede al pubblico di non essere indifferenti, di
stare con lui dalla parte più scomoda, scegliendo parole ed azioni che per questo e altri casi possono
fare la differenza.
La drammaturgia di Elisa Macario Ban nasce dal progetto di tesi di laurea magistrale con il
relatore Alessandro Perissinotto nel 2016. Nel 2017 partecipa e viene riconosciuta a dei Concorsi
di Drammaturgia fino alla necessità di una messa in scena vera e propria. Così Federico Lapo
Bidoglio ed Elisa Macario Ban, colleghi di lavoro in Tournée con “Cavalleria Rusticana” di Mascagni, diretta da Emma Dante, iniziano a collaborare e a lavorare ad un progetto che ha già avuto importanti riconoscimenti.

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