Accampamento celtico: «Stupisce l’interesse tardivo degli enti preposti»
Prima pagina, Spettacolo e Cultura
19 Luglio 2021
La provocazione di Rosalba Nattero, giornalista e studiosa della storia dei popoli nativi, sul sito archeologico di Val della Torre

Accampamento celtico: «Stupisce l’interesse tardivo degli enti preposti»

A 5 anni dalla sua scoperta ora si è mossa la Soprintendenza

di  Rosalba Nattero*

 

Da qualche anno a Val Della Torre è stato segnalato un sito particolare che avrebbe dovuto essere già da tempo studiato da archeologi e storici. Si tratta dei resti di un antichissimo accampamento celtico raggiungibile a fatica percorrendo un bosco e attraversando due piccoli ruscelli.

Il sito è impressionante: un grande fossato perfettamente circolare di 60 metri di diametro, con rialzamento artificiale di terra all’interno. Sembrerebbe una antica fortificazione, visibile solo dall’alto con il drone, ma vista la sua struttura che ricorda l’antico simbolo della ruota forata, non si esclude l’utilizzo rituale. A conferma di ciò è il primo raggio di sole al Solstizio dell’Inverno attraversa il sito per una perpendicolare Est-Ovest, come succede in molti luoghi megalitici. Il periodo di questo insediamento è della tarda Età del Bronzo (circa 1.500 a.C.).

È evidente il punto di ingresso del sito. All’interno vi sono cumuli di pietre, probabilmente perchéìè stato usato anche per altri insediamenti successivi. La scelta del luogo non è casuale, sia per i corsi d’acqua nei pressi e sia per l’inaccessibilità del posto.

Non si capisce lo scarso interesse degli enti preposti verso queste nostre pagine di storia e nei confronti di un luogo così notevole per dimensioni e struttura.
Ora, finalmente, nel 2021, a 5 anni dalla scoperta, sembra che la Soprintendenza stia intraprendendo degli studi per indagare su questo sito.

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