Crisi Konecta, protesta sotto il Grattacielo della Regione: «No a licenziamenti mascherati»
Mobilitazione a Torino: sindacati e opposizioni in piazza contro la chiusura delle sedi di Ivrea e Asti e il trasferimento di 1.100 dipendenti
Crisi Konecta, protesta sotto il Grattacielo della Regione: «No a licenziamenti mascherati»
Presenti al fianco dei lavoratori anche i rappresentanti del gruppo regionale del Movimento 5 Stelle

Tensione e mobilitazione questa mattina a Torino, dove centinaia di lavoratori di Konecta hanno dato vita a un presidio sotto la sede della Regione Piemonte. La manifestazione, indetta dai sindacati di categoria Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil, punta i riflettori sulla drastica riorganizzazione aziendale che prevede la chiusura dei poli di Ivrea e Asti e il contestuale trasferimento di circa 1.100 dipendenti verso l’unico hub del capoluogo.

La denuncia: “Pendolarismo insostenibile”

Presenti al fianco dei lavoratori anche i rappresentanti del gruppo regionale del Movimento 5 Stelle, che hanno espresso forte preoccupazione per le modalità dell’operazione. Secondo gli esponenti pentastellati, definire il piano una “semplice riorganizzazione” è fuorviante: l’imposizione del pendolarismo quotidiano verso Torino, in un contesto di stipendi bassi e prevalenza di contratti part-time, rischierebbe di trasformarsi in un meccanismo di dimissioni indotte. Un “licenziamento mascherato”, denunciano dal presidio, che colpirebbe duramente famiglie già gravate da carichi di cura e territori, come l’Eporediese e l’Astigiano, già provati da anni di deindustrializzazione.

Appello alla Giunta Cirio

La richiesta dei manifestanti e delle opposizioni è chiara: la Giunta Cirio deve assumere una posizione ferma nei confronti della proprietà di Konecta. L’obiettivo è forzare l’apertura di un tavolo di confronto reale sul piano industriale, cercando soluzioni alternative all’accorpamento che possano garantire una continuità occupazionale sostenibile senza scaricare i costi della ristrutturazione sulle spalle dei lavoratori e delle comunità locali.

“Non è in gioco solo una sede, ma un pezzo di futuro occupazionale del Piemonte”, sottolineano i rappresentanti del M5S, ribadendo la necessità di tutelare il presidio industriale nei territori periferici per evitare un ulteriore impoverimento del tessuto sociale regionale. La palla passa ora all’assessorato al Lavoro, da cui si attendono convocazioni ufficiali per sbloccare lo stallo.

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