Cade la misura cautelare per quasi tutti i minorenni coinvolti nei blitz alla Stampa e in Città Metropolitana
Proteste in piazza, il Riesame annulla i domiciliari per cinque studenti del “Kollettivo Einstein”
Confermata la misura solo per il sedicenne ripreso mentre scagliava un estintore contro le forze dell'ordine

Svolta giudiziaria per i giovanissimi esponenti del Kollettivo Einstein, i ragazzi tra i 16 e i 17 anni finiti al centro delle indagini per i disordini che hanno scosso Torino lo scorso autunno. Il Tribunale del Riesame ha infatti annullato l’ordinanza di permanenza in casa (il corrispettivo dei domiciliari per i minori) per cinque di loro.

La motivazione non riguarda il merito delle accuse, bensì una questione procedurale: non erano stati effettuati gli interrogatori preventivi prima dell’emissione della misura.

Resta ai domiciliari lo studente dell’estintore

Diversa la posizione del sesto indagato. Per lui i giudici hanno confermato la misura cautelare: il giovane è stato identificato come colui che, durante l’irruzione nella sede della Città Metropolitana dello scorso 14 novembre, ha lanciato un estintore (precedentemente svuotato) contro gli agenti del Reparto Mobile. In questo caso, l’utilizzo di un mezzo “atto a offendere” ha pesato sulla decisione del tribunale.

La posizione della Procura

Nonostante l’annullamento tecnico delle misure, la Procura dei minori tira dritto. La procuratrice capo Emma Avezzù ha sottolineato come la decisione del Riesame non metta in discussione l’impianto accusatorio: “Nel merito la decisione non confuta nulla sui fatti e sulla configurazione delle responsabilità”.

I fatti contestati: dai blitz alle scuole

L’inchiesta della Digos copre diverse settimane di tensione. Al centro delle carte ci sono:

  1. L’irruzione in Città Metropolitana e a La Stampa: Un’azione violenta caratterizzata da calci, colpi d’asta e lancio di oggetti (compresi sellini di biciclette).

  2. Gli scontri al Liceo Einstein: Risalenti al 27 ottobre, quando un gruppo di studenti bloccò i militanti di Gioventù Nazionale intenti a distribuire volantini. In quell’occasione, l’intervento della polizia portò al ferimento di due agenti della Digos e di un operatore del Reparto Mobile.

Per i fatti di novembre era già stato arrestato in flagranza differita un altro giovane, il diciottenne Omar Boutere, accusato del lancio di un posacenere.

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