Stealth a bassa quota sulle Valli di Lanzo: il B-2 su Cafasse e i sette C 130 a Caselle
Guerre, Il Caso, Prima pagina
9 Marzo 2026
Il bombardiere strategico statunitense, capace di trasportare ordigni nucleari e progettato per essere invisibile fotografato da un ragazzino

Stealth a bassa quota sulle Valli di Lanzo: il B-2 su Cafasse e i sette C 130 a Caselle

La presenza di Leonardo e dell'industria aerospaziale d'eccellenza rende la nostra zona un polo strategico

Lo scatto di un ragazzino, rapido quanto la sagoma che ha catturato, ha immortalato sabato nei cieli di Cafasse quello che nessun radar civile dovrebbe vedere: il profilo minaccioso e “alieno” di un B-2 Spirit. Un bombardiere strategico statunitense, capace di trasportare ordigni nucleari e progettato per essere invisibile, che ha sorvolato le Valli di Lanzo a bassa quota, non lontano dal perimetro di sicurezza dell’aeroporto di Caselle e dai centri tecnologici di Leonardo.

Se il sorvolo del B-2 poteva sembrare un evento isolato, quanto accaduto  due giorni prima a Caselle ha trasformato la curiosità in una vera e propria inquietudine logistica. Segnalazioni attendibili descrivono l’atterraggio in stretta sequenza di sette aerei cargo militari C-130 dell’Aeronautica Militare. Un “ponte aereo” di tale portata non è consueto per lo scalo torinese e suggerisce una movimentazione massiccia di materiali, uomini o tecnologie sensibili.

Il tempismo non potrebbe essere più delicato. Con lo scacchiere mediorientale in fiamme dopo l’attacco all’Iran e il timore di un’escalation globale che tocca ormai i confini dell’Europa, vedere i simboli della supremazia bellica americana e nazionale sopra i propri tetti getta ombre pesanti.

La presenza di Leonardo e dell’industria aerospaziale d’eccellenza rende la zona un polo strategico, ma la frequenza di questi movimenti suggerisce una fase operativa che potrebbe andare oltre il semplice collaudo. Come prevedibile, dalle stanze dei bottoni militari non trapela nulla. Si parlerà, probabilmente, di “esercitazioni programmate” o “voli di trasferimento”.

La preoccupazione è che il territorio, eccellenza civile e tecnologica, possa diventare un ingranaggio, anche solo logistico, di un meccanismo di guerra che si sperava restasse confinato alle mappe della diplomazia.

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