La Città metropolitana di Torino ripropone la mostra fotografica basata sul tesoro salvato dalla storica "Gazzetta del Popolo"
Dalle scatole in soffitta al film di Paola Cortellesi: le storiche foto del primo voto delle donne tornano in mostra -photogallery
In occasione dell’anniversario del 1946, i Comuni torinesi potranno esporre gli scatti dell’archivio "La Bottega del Ciabattino". Le stesse immagini che hanno ispirato le scene di "C’è ancora domani": un patrimonio inestimabile salvato per caso dal macero

C’è un filo invisibile che lega i solai polverosi della vecchia redazione della Gazzetta del Popolo ai riflettori di Cinecittà. È il filo della memoria che la Città metropolitana di Torino ha deciso di riannodare in occasione dell’80° anniversario del primo voto delle donne in Italia.

Per celebrare il traguardo del 1946, quando le italiane parteciparono per la prima volta alle elezioni per la Costituente e al Referendum, torna a disposizione dei Comuni del territorio la mostra fotografica “Torino 1946 – 2016”. Una riedizione che il vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo ha appena proposto a tutti i sindaci tramite una lettera ufficiale per un prestito gratuito.

Il tesoro salvato dal ciabattino

Dietro queste immagini c’è una storia che sembra uscita da un romanzo. È quella di Franco Senestro, proprietario dell’archivio “La Bottega del Ciabattino”. Nel 1983, mentre la redazione della Gazzetta del Popolo di corso Valdocco veniva smantellata in seguito al fallimento, Senestro notò un vecchio armadio in un solaio.

“Trovai sette scatole di negativi che il curatore fallimentare non aveva notato”, racconta Senestro. Quei negativi, salvati in extremis, documentavano la Torino tra il 1945 e il 1950. Tra questi, spiccavano i volti delle donne ai seggi nel giugno 1946: occhi pieni di speranza, orgoglio e la consapevolezza di stare facendo la storia. Senestro ha dedicato questo lavoro al padre Giovanni, che nel 1942 usava la sua bottega di ciabattino come base per la Resistenza.

Il gancio con il cinema: l’ispirazione per Paola Cortellesi

L’autenticità di quegli scatti ha varcato i confini del territorio torinese per arrivare sul grande schermo. La produzione del film “C’è ancora domani” di Paola Cortellesi, rimasta colpita dalla mostra del 2016, ha utilizzato l’archivio di Senestro come riferimento visivo fondamentale per ricostruire l’atmosfera del 1946, le code ai seggi e l’estetica di quel passaggio epocale.

Non è un caso che nei titoli di coda del film compaia proprio il nome dell’Archivio “La Bottega del Ciabattino”, un omaggio che chiude il cerchio tra realtà storica e finzione cinematografica.

Una mostra itinerante per i Comuni

L’esposizione è pensata per essere “agile”:

  • 12 pannelli in forex (leggeri e facili da appendere).

  • 6 scatti verticali e 6 orizzontali.

  • Un roll-up di presentazione.

L’iniziativa punta a coinvolgere capillarmente ogni Comune della provincia, offrendo ai cittadini la possibilità di guardare negli occhi quelle donne che, ottant’anni fa, cambiarono per sempre il costume e la politica del nostro Paese.

A
A
A
ULTIME NOTIZIE