Già da diversi anni l’Asl TO 4 propone dei percorsi persostenere i malati oncologici durante le cure. Ora verranno implementati. Al Day Hospital onco-ematologico dell’ospedale di Ciriè arriva la pet therapy: studi scientifici hanno dimostrato che gli interventi assistiti con gli animali favoriscono una riduzione di stress, ansia e della percezione del dolore, oltre a migliorare il tono dell’umore e a promuovere un senso di benessere. La pet therapy sarà condotta da operatori qualificati e da cani appositamente addestrati, con il personale sanitario. Durante l’anno verrà concretizzatoil progetto “Biblioterapia”, realizzato con le biblioteche civiche di Chivasso, Ciriè e Ivrea. Offrirà ai degenti la possibilità di leggere dei libri durante la terapia, di prenderli in prestito (compresi quelli digitali come e-book e audiolibri) e di accedere a una serie di servizi delle biblioteche civiche. Ripartiranno anche le attività dei Gruppi di Cammino. Le camminate, gestite da infermieri appositamente formati, migliorano l’energia e l’umore, aiutano a mitigare la neuropatia periferica e contribuiscono a prevenire l’osteoporosi indotta dalle terapie ormonali.Al via anche il progetto “Musica in Oncologia”, realizzato con il liceo Newton di Chivasso, porta la musica nel Day Hospital onco-ematologico. Prosegue la biodanza, realizzata con l’associazione Danzaperlavita. Attraverso la musica e il movimento si aumenta la resistenza allo stress e contemporaneamente si rinforza l’autostima e l’identità corporea. Per contrastare gli effetti provocati da alcuni trattamenti chemioterapici, causa di una riduzione della qualità di vita, disagi nelle relazioni sociali e difficoltà legate alla sfera sessuale,è stata avviata l’estetica oncologica. Gli incontri, guidati dal personale infermieristico con la presenza della psiconcologa e di estetiste esperte, hanno dimostrato di migliorare la percezione che le donne hanno di sé e il modo in cui si percepiscono verso gli altri. Sono le stesse pazienti a testimoniare la bontà dei percorsi. «Dopo l’intervento al seno sentivo il mio corpo come un estraneo, una fonte di dolore e di paura – racconta Simona (nome di fantasia) che frequenta il gruppo di Biodanza – La danza mi ha permesso di ritrovare una femminilità che pensavo perduta e di guardare allo specchio non più solo una ‘paziente’, ma una donna che sorride».
Marianna (nome di fantasia) racconta la sua esperienza nel gruppo di Estetica Oncologica: «Gli incontri mensili con l’estetista e la psicologa sono una boccata d’ossigeno – spiega – Truccarsi e prendersi cura del viso non è vanità: è un modo per riprendere il controllo sulla propria immagine e condividere con le altre compagne di viaggio dubbi e speranze in un clima di vera amicizia».


