Ogni mattina, lungo la Torino-Ceres, si vedono volti stanchi e zaini pesanti, mentre studenti e pendolari lottano per salire su bus già pieni. Chi parte dall’aeroporto di Caselle, da Ciriè o da Ceres sa che anche pochi chilometri possono trasformarsi in un’incognita, tra attese infinite e corse affollate. Le fermate si riempiono presto, e chi arriva per ultimo resta a terra, osservando il mezzo partire lasciando a terra decine di utenti.
L’Agenzia per la Mobilità ha introdotto alcune correzioni: le partenze dei bus da Ciriè sono state anticipate da mercoledì 11 febbraio, alcuni treni della Sfm4 dall’aeroporto verso Torino e Alba partiranno con orari leggermente ritardati per facilitare le coincidenze, e nelle corse più affollate sono stati aggiunti mezzi supplementari. Da Ceres, un bus extra seguirà la corsa delle 7 dall’aeroporto verso Ciriè. I lavori, che hanno già rivoluzionato le mattine di studenti e lavoratori, continueranno fino a domenica 22, con il ritorno dei treni da lunedì 23 febbraio fino a Germagnano. Nonostante questi correttivi, la situazione resta critica. «Il servizio di autobus sostitutivi, attivato per sopperire ai lavori lungo la ferrovia Torino-Caselle- Ceres nelle ore di punta, non regge l’urto della domanda reale. Ogni mattina studenti e lavoratori rimangono a terra, perché non c’è posto sui bus sostitutivi, che, oltre ad essere strapieni, non sempre sono sincronizzati con l’arrivo del treno. Dal momento che era a tutti evidente l’impatto del cantiere, come mai non è stato organizzato un servizio sostituito adeguato sia per capienza sia per puntualità? Ancora una volta si ha la prova concreta che la linea Torino-Caselle- Ceres non è considerata strategica e prioritaria e che i
disagi dei pendolari non meritino attenzione ». Lo afferma il consigliere regionale del Partito Democratico, Alberto Avetta, che sulla questione ha presentato un’interrogazione a Palazzo Lascaris. «Nonostante le rassicurazioni di Rfi sul fatto che non vi sarebbero state altre sospensioni del servizio, sulla linea Torino-Caselle-Ceres siamo costretti a sopportare nuove interruzioni. Di fronte a una situazione che sta esasperando studenti e lavoratori, la Regione deve pretendere un cronoprogramma certo dei lavori e la garanzia di un adeguato servizio sostitutivo».
Foto: Costantino Sergi


