Sala del Cotton Theatre gremita sabato sera per la terza replica di uno spettacolo teatrale molto toccante: il reading del libro di padre Ruggero Cipolla “I miei condannati a morte”, pubblicato nel settembre 1945. Un’opera che raccoglie le lettere mandate ai famigliari dai partigiani – tutti ragazzi intorno ai vent’anni – nell’imminenza della fucilazione per mano nazifascista al poligono torinese del Martinetto. A volere fortemente a Borgaro questa testimonianza di alto livello emotivo e civile, promossa dal Museo Le Nuove di Torino (dove si possono visitare le celle in cui furono rinchiusi i perseguitati della Resistenza), sono stati il presidente e la vicepresidente del Centro Didattica Musicale, Franco Romanelli ed Elena Ruzza, che hanno dato voce a coloro che, combattendo per una libertà mai conosciuta sotto il regime fascista, raccontavano ai genitori le misere condizioni di detenzione e invocavano il loro perdono per le preoccupazioni provate a causa loro. Ad accompagnare le letture si sono esibiti la pianista Patrizia Granero, il violista Nunzio Pizzino e il coro delle Voci PeriGolose, guidato dallo stesso Romanelli. La presidente dell’associazione “Nessun Uomo è un Isola” Maria Di Marco ha descritto l’orrore delle celle delle Nuove tra il 1943 e il 1945, ha onorato la figura di Suor Giuseppina De Muro – riconosciuta “Giusta tra le Nazioni” – e ricordato il direttore del Muso Calogero Modica, deceduto pochi giorni prima. Il presidente dell’Anpi borgarese Dario De Vecchis ha illustrato il recupero della memoria locale ricordando don Giovanni Banche, che sottrasse decine di borgaresi ai plotoni di esecuzione; invece il parroco don Alessandro Martini ha offerto una testimonianza su padre Cipolla, frate francescano conosciuto di persona che scortò al Martinetto ben 72 condannati e si spese per il recupero dei carcerati alle Nuove e poi alle Vallette fino al 1994.
Le lettere dei partigiani condannati a morte protagoniste grazie a Museo Le Nuove e CdM
Reading toccante al Cotton Theatre


