Basta dare in questi giorni un’occhiata alle vetrate dell’Istituto Superiore Fermi-Galilei per capire che, tra quelle mura, l’informazione non è solo una materia di studio, ma una passione che prende forma. I cartelloni arancioni e gialli che campeggiano nei corridoi, carichi di ritagli di articoli e titoli firmati dagli studenti, sono la testimonianza tangibile di una collaborazione che dura nel tempo: quella tra la nostra testata, Il Risveglio, e i ragazzi del laboratorio di giornalismo.
In un’epoca dominata dalla velocità dei social e dalla frammentazione delle notizie, vedere l’entusiasmo con cui questi giovani si accostano alla scrittura giornalistica accende una luce di speranza. Non si tratta solo di imparare a scrivere un articolo, ma di educare lo sguardo: chi legge e scrive per un giornale impara a verificare le fonti, a contestualizzare i fatti e, soprattutto, a sviluppare un pensiero critico. È questo l’unico sentiero percorribile per diventare, domani, cittadini consapevoli e liberi.

I contributi che regolarmente pubblichiamo sulle nostre colonne, nati tra i banchi di Ciriè, raccontano un territorio visto con occhi nuovi, curiosi e onesti. Questo scambio non arricchisce solo le pagine del nostro settimanale, ma crea un legame profondo tra il mondo degli adulti e quello dei giovani, abbattendo il muro di indifferenza che spesso sembra separarli.
Il successo di questo percorso nomi e un cognomi: in questo caso quello della professoressa Federica Fessia (ex nostra colalboratrice peraltro, ndr), cui si deve aggiungere anche quello della professoressa Tiziana Macario (quest’ultima ancora nostra firma) per quel che riguarda il laboratorio giornalistico di un’altra realtà scolastica con cui questa testata spesso collaborara, il Federico Albert di Lanzo Torinese. A queste persone, referenti dei progetti succitati va il ringraziamento più sentito. La loro capacità di trasmettere il “mestiere” con passione e rigore professionale è il motore che permette a questi ragazzi di sentirsi protagonisti del racconto della loro comunità.
Vedere i propri articoli ritagliati e appesi, come mostrano le immagini che pubblichiamo, è il segno che l’informazione di carta ha ancora un’anima e che i ragazzi del Fermi-Galilei sono pronti a custodirla.


