Ci sono storie che parlano di dedizione, crescita dei giovani e senso di appartenenza: quelle di Nico Pertosa e Gianluca Capucchio, premiati sabato 28 febbraio a Roma, sono tra queste. Trent’anni di impegno che hanno lasciato un segno indelebile nel calcio dilettantistico piemontese e non solo. Due percorsi diversi, ma accomunati dalla stessa passione per lo sport e dalla stessa capacità di trasformare una società calcistica in un punto di riferimento per la comunità.
Trent’anni di lavoro instancabile e amore per i colori rossoneri del Caselle hanno portato Nico Pertosa a ricevere la Benemerenza della Lega Nazionale Dilettanti. La sua carriera è iniziata nel 1993 come dirigente, ha proseguito come vicepresidente al fianco dell’indimenticato Rossano Pavanello e, dal 2012, ha guidato la società con responsabilità, visione e un instancabile spirito di servizio. Sotto la sua guida, il Caselle Calcio ha investito in modo concreto sul settore giovanile, promuovendo non solo lo sport ma anche valori educativi e sociali che hanno contribuito a formare intere generazioni di ragazzi. La cerimonia di Roma ha visto Pertosa ricevere il riconoscimento dalle mani del presidente nazionale della Figc, Gabriele Gravina, e del presidente del Settore Giovanile e Scolastico, Vito Scisci, accompagnati dal presidente e dal vice del comitato regionale Piemonte e Valle d’Aosta, Mauro Foschia ed Eudo Giachetti. Un segno tangibile della stima e del rispetto conquistati grazie a ormai diversi anni di impegno e dedizione.
Gianluca Capucchio ha ricevuto il riconoscimento per la dedizione al Cafasse Balangero, realtà che guida da 11 anni e a cui appartiene da 26. «Ho sempre giocato nelle giovanili – racconta Capucchio – e da quando abbiamo riaperto il campo nel 2000 ho contribuito a far rinascere la società. La fusione con Balangero nel 2013 ha consolidato un progetto ambizioso, fatto di passione e di amore per il territorio». È la quarta benemerenza per un dirigente cafassese, dopo il dottor Luigi Faralli, storico presidente che portò il Cafasse in Serie D, poi Adriano Cubito, già presidente del Mathi, e infine quella dello stesso Eudo Giachetti, oggi vicepresidente del comitato regionale Piemonte e Valle d’Aosta, per i 20 anni da dirigente federale. Un riconoscimento che sottolinea come, dietro ogni società di calcio, ci siano figure che con costanza e dedizione tengono vivi valori, relazioni e progetti.


