Mentre a Bruxelles il dibattito politico si concentra sul divieto di utilizzare nomi “carnivorei” per i prodotti vegetali, in Italia la priorità della società civile è un’altra: fermare l’uccisione degli equidi. La petizione lanciata da Animal Equality, che chiede al Governo il riconoscimento degli equidi come animali d’affezione, ha superato in pochi mesi la soglia critica delle 250.000 firme. Un segnale inequivocabile: per gli italiani, il cavallo non è cibo, ma un compagno di vita.
La spinta legislativa in Parlamento
Il fermento popolare sta trovando eco alla Camera dei Deputati, dove sono attualmente in discussione diverse proposte di legge (firmate dagli Onorevoli Brambilla, Cherchi e Zanella) volte a equiparare giuridicamente cavalli, asini e muli a cani e gatti. A queste si aggiunge l’iniziativa dell’On. Eleonora Evi, che punta non solo alla tutela legale ma anche a misure concrete per la riconversione degli allevamenti, tracciando la rotta verso una transizione etica del settore.
Il “Modello Grecia” come traguardo
L’obiettivo è replicare quanto già avvenuto in Grecia, dove dal 2020 vige il divieto assoluto di macellazione, allevamento ed esportazione di equidi per la produzione di carne, pelli e cuoio.
“Il superamento delle 250mila firme dimostra che la sensibilità degli italiani è cambiata radicalmente”, dichiara Matteo Cupi, Direttore Esecutivo di Animal Equality Italia. “Il consumo di carne equina è ormai una nicchia residua che genera solo sofferenza inutile. Porteremo queste firme ai Ministeri competenti: il Governo non può più ignorare la volontà di una maggioranza che prova profonda empatia per questi animali.”
I numeri del declino: un consumo ai minimi storici
I dati confermano che il distacco culturale è già realtà:
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Consumi in picchiata: Secondo l’Anagrafe Zootecnica, le macellazioni sono in calo costante da oltre un decennio.
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Il sondaggio Ipsos: Una recente ricerca rivela che l’83% degli italiani non consuma carne di cavallo. Tra questi, il 73% dichiara esplicitamente di non farlo per ragioni etiche ed empatiche. Solo il 17% dei consumatori di carne la mangia almeno una volta al mese, una tendenza ulteriormente diminuita nell’ultimo anno.
L’orrore dietro le quinte: l’inchiesta 2024-2025
A supporto della richiesta politica, Animal Equality ha documentato la cruda realtà dei macelli. Un’investigazione sotto copertura condotta tra novembre 2024 e giugno 2025 in Emilia-Romagna (terza regione per consumi dopo Lombardia e Puglia) ha portato alla luce gravi violazioni sistematiche: negligenze nelle procedure di stordimento e sofferenze atroci che confermano l’impossibilità di garantire il “benessere animale” in tali contesti.
La palla passa ora alle istituzioni: la richiesta è chiara, i numeri sono certi, la sensibilità è matura. È tempo che la legge si adegui alla coscienza dei cittadini.


