Torneranno a San Carlo i reperti archeologici trovati dal professor Mario Catalano negli anni ’60
Durante gli scavi nelle Vaude emersero pezzi di ceramiche e vasellame del paleolitico, dell’età del bronzo e di epoca romana
Torneranno a San Carlo i reperti archeologici trovati dal professor Mario Catalano negli anni ’60
Verranno esposti nella nuova biblioteca

Torneranno a San Carlo i reperti archeologici trovati durante gli scavi condotti tra il 1964 e il 1967 dal professor Mario Catalano nella zona dell’altopiano delle Vaude. Durante le ricerche, portate avanti anche con l’aiuto di alcuni studenti del liceo scientifico di Ciriè, vennero recuperati dei pezzi di ceramiche e vasellame del paleolitico, dell’età del bronzo e di epoca romana. Oggetti di uso comune come strumenti per cacciare, utensili, ciotole che testimoniano la vita dell’uomo in questa parte di Piemonte migliaia di anni fa. Alcuni vennero esposti nel maggio del 1969 in una mostra che si tenne a Palazzo D’Oria, a Ciriè. Il Risveglio di quel periodo ne dà notizia: «Ha richiamato numerosi visitatori – scrive il redattore – i visitatori hanno ammirato l’opera encomiabile di appassionata ricerca compiuta dal professor Mario Catalano. Questo giovane studioso, nato 33 anni fa a Locri, sulla costa ionica in piena zona archeologica, ma trasferitosi giovanissimo a Vauda di Nole, ha dedicato alla nostra terra la sua passione per l’archeologia. Il professor Carlo Carducci, sovrintendente della antichità per il Piemonte e la Liguria, ha preso i primi accordi per futuri scavi ufficiali, interessando anche l’autorità militare per quanto riguarda il Poligono e l’iniziativa del professor Catalano potrà avere interessanti sviluppi».

Nell’articolo è descritto il tesoro portato alla luce da Catalano «Facendo pazienti, lunghi e faticosi scavi nelle Vaude ha rinvenuto dei preziosi reperti del periodo paleolitico e neolitico, dell’età del bronzo e del ferro e dell’epoca romana».

L’articolo termina sottolineando come «In attesa di poter organizzare una futura mostra permanente a Ciriè i campioni più significativi dei reperti rinvenuti verranno raccolti in una stanza di Palazzo d’Oria». Qui sono rimasti per oltre 60 anni fino ai recenti lavori di ristrutturazione: dai sotterranei dell’attuale sede del Comune di Ciriè sono emerse una ventina di cassette con i reperti catalogati dal professor Catalano. «Abbiamo chiesto all’Amministrazione di Ciriè e alla Soprintendenza Archeologica di portarli a San Carlo e abbiamo avuto il benestare – spiega il sindaco Ugo Papurello – i pezzi più significativi saranno esposti in una sala della futura biblioteca che realizzeremo nella ex scuola media, proprio accanto al nostro municipio». A questi potrebbero aggiungersi anche alcuni reperti che vennero sequestrati nel 1981 a Ciriè e conservati al Museo d’Antichità di Torino e a Cuorgnè, all’epoca sede della Riserva Naturale Orientata della Vauda. Spaziano dal Paleolitico medio al tardo Impero e sono stati trovati durante gli scavi nell’altopiano delle Vaude, nell’area dell’ex poligono militare. San Carlo avrà così presto un tesoro storico da mostrare ai visitatori.

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