A volte, un errore burocratico può nascondere una realtà ben più torbida. È quello che hanno scoperto gli agenti della Polizia Locale di Nole, coordinati dal Comandante Marco Ortalda, partendo da un semplice verbale per un passaggio con il semaforo rosso.
Tutto inizia quando un’anziana signora di Chieri riceve una sanzione da Nole. Pur avendo pagato subito, la donna si rende conto di un dettaglio fondamentale: lei a Nole non c’è mai stata. Si presenta al Comando e, insieme agli agenti, scopre l’anomalia: l’auto immortalata dalle telecamere ha la sua stessa targa, ma non è la sua macchina.
Il mistero si infittisce quando la signora viene contattata dalla Polizia Locale di Torino: qualcuno ha trovato e consegnato una targa identica alla sua, nonostante le originali siano ancora saldamente attaccate alla sua vettura. È la prova definitiva: in giro c’è un’auto “clone”.
Il Comandante Ortalda avvia un’indagine lampo, creando una rete di collaborazione con i colleghi di Balangero e Lanzo Torinese. Grazie ai varchi elettronici e ai lettori di targhe, i percorsi dell’auto sospetta – stessa marca, modello e colore di quella della vittima – vengono tracciati con precisione millimetrica.
“La collaborazione tra comandi è la strada per garantire l’efficienza della Polizia Locale”, ha commentato Ortalda, ringraziando i colleghi dei comuni limitrofi.Il cerchio si stringe il 2 aprile. L’auto viene intercettata appena entra nel territorio di Nole. Al volante c’è D.C., 49 anni, residente a Lanzo. Il controllo rivela una situazione disastrosa:l’uomo guida con patente revocata dal 2018, l’auto è priva di assicurazion e le targhe sono contraffatte.
Ma il peggio deve ancora venire. Gli agenti di Nole, insieme ai Carabinieri di Mathi, decidono di perquisire l’abitazione dell’uomo a Lanzo. All’interno trovano una vera e propria centrale della droga: un ingente quantitativo di piante di marijuana coltivate in serre professionali con lampade a infrarossi.
Per il quarantanovenne e i suoi complici è scattata la denuncia per guida senza patente e per coltivazione di sostanze stupefacenti. L’auto e le targhe false sono state sequestrate, mettendo fine a una pericolosa circolazione “ombra” che durava da anni.
Un esempio di cittadinanza attiva: Se la signora di Chieri non avesse segnalato l’anomalia con precisione e fiducia nelle istituzioni, questa attività illegale sarebbe probabilmente proseguita indisturbata.


