Si ferisce con un coltello e denuncia una rapina: incastrato dalle telecamere il corriere che voleva il “bottino”
Una messa in scena studiata nei minimi dettagli, o almeno così credeva il protagonista di questa vicenda che ha impegnato i Carabinieri nelle ultime settimane. Un uomo di 52 anni, impegnato come corriere per una nota società di trasporti e logistica, è stato denunciato in stato di libertà con l’accusa di simulazione di reato. L’obiettivo dell’uomo era quello di appropriarsi indebitamente dell’incasso giornaliero, inscenando un violento assalto ai suoi danni.
La dinamica del falso agguato
Il fatto risale allo scorso 13 marzo. L’uomo si era presentato presso le forze dell’ordine con un racconto drammatico: mentre era impegnato nel suo consueto giro di consegne, sarebbe stato sorpreso da un malvivente solitario con il volto travisato. Secondo la sua testimonianza, l’aggressore lo avrebbe prima ferito all’addome con un’arma da taglio e poi gli avrebbe sottratto il borsello contenente ben 1.680 euro in contanti, frutto del lavoro della giornata.
La vittima presentava effettivamente una ferita da taglio, seppur lieve, dettaglio che inizialmente aveva dato credito alla sua versione dei fatti. Tuttavia, l’occhio attento degli inquirenti della Stazione di Volpiano ha iniziato a notare diverse incongruenze nel resoconto dei momenti immediatamente successivi alla presunta aggressione.
Il ruolo decisivo della videosorveglianza
Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Ivrea, si sono avvalse dei più moderni sistemi di controllo del territorio. Nonostante il corriere avesse indicato con precisione il luogo e l’ora del delitto, l’analisi meticolosa dei filmati registrati dalle telecamere di videosorveglianza di diverse abitazioni private ha restituito una realtà diametralmente opposta.
I frame esaminati dai militari hanno dimostrato che nell’area indicata, nell’orario del presunto accoltellamento, regnava la massima calma. Nessun individuo sospetto è stato avvistato, né si è verificata alcuna colluttazione. Le telecamere hanno letteralmente “smontato” l’intero impianto accusatorio della vittima, palesando che l’incontro con il rapinatore non era mai avvenuto.
Le conseguenze e la posizione legale
A fronte delle prove video, la posizione del cinquantaduenne è passata da vittima a indagato. La denuncia per simulazione di reato è scattata immediatamente, ipotizzando il tentativo di mascherare l’appropriazione dell’incasso aziendale.
È doveroso precisare che il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari. Pertanto, l’interessato beneficia della presunzione di non colpevolezza fino a quando non sarà emessa una sentenza definitiva di condanna. Il caso resta un monito sull’efficacia capillare dei sistemi di videosorveglianza privati, ormai diventati strumenti fondamentali per la ricostruzione della verità giudiziaria.


