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10 dicembre 2021 Ciriè Redazione

LA LETTERA. Contro la pedonalizzazione del centro storico a Ciriè

«A 89 anni non posso più andare in auto in centro»

Intanto prosegue la petizione per lo stop definitivo alle auto «nel salotto della città»

«A 89 anni non posso più andare in auto in centro»
«Ho quasi 89 anni, godo di ottima salute e amo ancora andare in giro (con l’auto e le stampelle, fatico a camminare), ma la chiusura pedonale non mi permette più di raggiungere lo storico caffè della mia famiglia (dal 1949) e altri negozi di cui sono fedele cliente. Come me, immagino che molti altri anziani lamentino medesime difficoltà. Per molte persone come me è una necessità poter arrivare il più possibile vicino alla destinazione, altrimenti si deve rinunciare...»

Mentre prosegue la petizione per la pedonalizzazione del centro storico organizzato
dal Blog L’Altra Ciriè, l’ex assessore dei Verdi Sergio Bertoli ed alcuni commercianti, e dopo aver incassato le nuove restrizioni antinquinamento in ordine al traffico di auto vestuste, c'è anche chi propone sulla questione "mobilità" più in generale il suo, legittimo, pensiero, anche se va in direzione diametralmente opposte alle suggestioni green della succitata petizione. Per questo riceviamo e pubblichiamo lo sfogo, peraltro simpatico e continente, del cittadino, e lettore, Eligio Baima, che di seguito riportiamo.

«Spettabile redazione, vi scrivo per esprimere tutto il mio dispiacere per la chiusura alle auto di un lungo tratto della via centrale e più storica del mio paese natale, Ciriè. Ho quasi 89 anni, godo di ottima salute e amo ancora andare in giro (con l’auto e le stampelle, fatico a camminare), ma la chiusura pedonale non mi permette più di raggiungere lo storico caffè della mia famiglia (dal 1949) e altri negozi di cui sono fedele cliente. Come me, immagino che molti altri anziani lamentino medesime difficoltà. Capisco che la via possa sembrare più bella con la chiusura alle auto, ma per molte persone come me è una necessità poter arrivare il più possibile vicino alla destinazione, altrimenti si deve rinunciare. Questo può comportare anche una crisi per i negozi del centro, che rischiano di perdere chi come me non può più permettersi di camminare a lungo. Di questo, forse, farebbe bene a preoccuparsi anche l’Amministrazione comunale. Concludo dicendo che sono un vostro affezionato abbonato da molti anni: vi leggo da quando il nome del giornale era “Il Progresso”».

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