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04 gennaio 2021 Vauda Redazione

Il toccante omaggio al professor Ezio Massa dell'allievo che ne ha seguito i passi

«Addio al "mio Socrate delle Vaude", un faro nella notte oltre che un grande docente...»

I funerali dell'amato insegnante si sono svolti oggi a Vauda: unanime il cordoglio in tutta la zona

«Addio al "mio Socrate delle Vaude", un faro nella notte oltre che un grande docente...»
«Nell’epoca in cui il contatto tra professori e studenti si è sempre più assottigliato e l’efficienza, il risultato, il voto sono gli unici parametri per valutare le persone, Massa è stato un faro nella notte, per chi cercava disperatamente un percorso da seguire»

Si sono svolti oggi a Vauda i funerali di Ezio Massa, amatissimo professore di filosofia al liceo di Ciriè per oltre trent'anni. Oltre ad una pagina di ricordo e testimonianza dedicata all'insegnante sul giornale in edicola mercoledì 6 dicembre, pubblichiamo di seguito l'omaggio di uno dei suoi tantissimi allievi, che peraltro ha seguito i passi (ed i consigli) del prof e che oggi, oltre alla laurea conseguita in Filosofia, è uno dei giovani intellettuali più prolifici della zona per il suo impegno nella aggregazione sociale e nella comunicazione, grazie al Blog culturale Cicles Magazines, che ha fondato e che cura con altri ragazzi altrettanto interessanti ed impegnati sul nostro territorio. (a.m.)

 

 

di Pauldavid Ligorio*

 

"Socrate non scrisse mai nulla. Tutto ciò che sappiamo sul famoso pensatore greco ci è stato raccontato da Platone, uno dei testimoni e allievo prediletto delle tragiche vicende che coinvolsero il più importante pensatore greco. “Sapete perché preferisco il vino? L’unica volta che un filosofo decise di accettare una tisana da qualcuno... ci lascio le penne, giusto?”, si riferisce proprio a Socrate, il professor Ezio Massa, in questa sua battuta, che potrà suonare come un classico per molti suoi studenti.

Proprio come Socrate, Massa fece una scelta radicale, anche atipica per la carriera di un filosofo: non scrivere nulla. Da una parte mi è sempre dispiaciuto il non poter leggere nero su bianco cosa effettivamente la sua mente acuta sia riuscita ad elaborare in tutti questi anni. Eppure il ricordo delle sue lezioni, le lunghe conversazioni telefoniche, i consigli di lettura inaspettati e le sue barzellette, mi hanno stregato a tal punto da poter affermare senza remora che, si, Ezio Massa è stato il mio maestro. Nell’epoca in cui il contatto tra professori e studenti si è sempre più assottigliato e l’efficienza, il risultato, il voto sono gli unici parametri per valutare le persone, Massa è stato un faro nella notte, per chi cercava disperatamente un percorso da seguire. È chiaramente il mio caso. Se c’è una persona che mi ha motivato e sostenuto nella scelta di iscrivermi alla facoltà di filosofia, quello è chiaramente il Socrate delle Vaude, sempre pronto ad ascoltare con umiltà, e proporre una visione alternativa ai piccoli e grandi problemi che s’intrufolano nella vita di ogni liceale. La sensazione è stata quella di avere un interlocutore alla pari, disposto ad imparare dagli sguardi dei suoi allievi sulla realtà.

Ricordo quando gli proposi la visione del Il Petroliere, un film di Paul Thomas Anderson del 2007. Non solo lo guardò, ma divenne il punto di partenza di una sua lezione, in cui citò L’etica protestante e lo spirito del capitalismo (1905) di Max Weber, “un testo eccezionale per capire questo film, giusto?”. Il suo era un pensiero scevro d’ideologia, attento, ciò che abbiamo imparato a chiamare pensiero critico. Ovvero quel pensiero che riesce ad andare oltre le dicotomie, ad usare “analisi, sintesi, lessico tecnico”, capace di diramare anche le questioni più complesse, capace di “mordere la realtà”.

Ne era certamente in possesso, prova il fatto che decise di balzare a piè pari una parte del programma ministeriale del quinto anno per istituire un epico confronto tra politologi: Francis Fukuyama vs Samuel P. Huntington, due pensatori fondamentali per capire le dinamiche di quel che chiamavamo globalizzazione. Ma il suo interesse per i massimi sistemi si accompagnò all’impegno per i diritti e la felicità dei più indifesi: sostenne con amore la condizione di molte persone in difficoltà ed era solito collaborare con i ragazzi dell’associazione Wolontari Clown, all’ospedale di Cirié, che puntualmente invitava a casa per grandi cene e festeggiamenti. Ezio Massa era anche questo, un’esteta generoso e umile, amante delle specialità locali e del buon vino, ma anche rispettoso e coinvolto nei tempi e usanze della sua comunità.

Non sapremo mai cosa effettivamente si celasse nella sua mente, così restia a lasciarci qualcosa per iscritto, eppure potrebbe esserci d’aiuto un testo che mi fu da egli stesso donato dalla sua biblioteca privata: Verità e Interpretazione (1971) di Luigi Pareyson, un grande della filosofia in Italia, che Massa ebbe la fortuna di avere come maestro; un dono che conservo con grande cura. L’ultima volta che l’ho sentito fu nel settembre scorso, parlavamo della difficile situazione che tutti stiamo vivendo a causa della pandemia; fu allora che capì il motivo del suo grande impegno, mi disse “vi ho dato gli strumenti, giusto? Ora tocca a voi portare avanti tutto questo».

AAA