Vicenda Ecolinea – Scende in campo la Provincia con monitoraggi costanti sull’area interessata
Economia e Lavoro
2 Febbraio 2012

Vicenda Ecolinea – Scende in campo la Provincia con monitoraggi costanti sull’area interessata

La vicenda dell’incompleta bonifica del vecchio sito Ecolinea di via Torino, e la richiesta di riprendere l’attività di trattamento dei rifiuti tossici nello stabilimento di via Lonna, è finita anche sul tavolo dell’assessore provinciale all’Ambiente, Roberto Ronco.
«Gli uffici sono già allertati. Tutti gli enti preposti, compresa l’Arpa, hanno già, e continuano, ancor oggi, a monitorare la situazione – afferma – Non possiamo, però, confondere le due situazioni: da una parte c’è l’accertamento delle responsabilità di chi ha inquinato il vecchio sito e dall’altra c’è la richiesta di autorizzazione per l’avvio di una nuova attività. Ci sono delle regole e delle procedure, in entrambi i casi – precisa l’assessore Ronco – che devono essere, necessariamente, rispettate. È ovvio che ci sono degli interessi generali, di tutela della salute e di salvaguardia ambientale che devono essere garantiti, aldilà della caratterizzazione dell’inquinamento del sito di via Torino e delle eventuali responsabilità soggettive. Per questa ragione la nostra attenzione è massima su tutto ciò che accade e sta accadendo intorno a questa vicenda».
La querelle nasce dalla richiesta dell’ex-Ecolinea, oggi Sereco, di ripartire, non solo con lo stoccaggio, ma anche con il trattamento dei rifiuti tossico-nocivi. A sollevare l’eccezione è stata la Co.Reiss, società proprietaria del terreno di via Torino 127/129. Area su cui l’Ecolinea, per 19 anni (dal 1982 al 2001), ha smaltito rifiuti tossici.
Il presidente dell’immobiliare, Renato Patti, visto il benestare della Provincia per il rilascio dell’autorizzazione alla Sereco a riavviare le attività di trattamento dei rifiuti, ha deciso di scrivere all’ente contestando la decisione: «La Provincia non può rilasciare una nuova autorizzazione all’ex Ecolinea se prima non effettua la bonifica dell’area di via Torino. Nel sottosuolo la falde è ancora altamente inquinate da sostanze tossiche e cancerogene».
«Su siti come quello oggetto del contenzioso – prosegue Ronco – e sul quale, da parte dell’Arpa, ci sono già stati degli accertamenti dello stato del sottosuolo, l’attenzione è particolare e i monitoraggi sono costanti. Ribadisco, però, che non possiamo vincolare l’autorizzazione all’avvio di una nuova attività alla bonifica della vecchia area, perché rischieremmo di violare un interesse legittimo. Assicuro, comunque, la massima attenzione affinché si arrivi alla soluzione della vicenda».
«Se la giustizia – conclude Renato Patti, presidente della Co.Reiss – avesse tempi meno lunghi prima di arrivare a emettere delle sentenze, il sito sarebbe già stato bonificato e su quell’area sorgerebbero già delle attività in grado di generare lavoro e ricchezza per il territorio. E, invece, siamo ancora qui ad aspettare, magari altri dieci anni, prima di poter avere ciò che, a nostro avviso, è giusto che sia»

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