Un’associazione nazionale per riaprire le “case chiuse”
Cronaca bianca
9 Febbraio 2012

Un’associazione nazionale per riaprire le “case chiuse”

LOMBARDORE — Forse non se lo immaginava, il premier Monti, che nella sua avventura alla guida del Governo italiano avrebbe dovuto fare i conti (è il caso di dirlo) con una proposta, ardimentosa quanto rivoluzionaria, nata in un paese piccolo come Lombardore. Dove il progetto “Bordellicipio”, mirato alla riapertura delle case chiuse come soluzione al problema della prostituzione, sta per fare il salto di qualità. «Stiamo formalizzando il tutto da un notaio – spiega Diego Maria Bili, una delle menti del progetto – Poi, con alcuni collaboratori, daremo vita ad un’associazione di livello nazionale per la riapertura delle case chiuse. Del resto gli attestati di vicinanza e di condivisione di questa iniziativa sono stati tanti, tantissimi. E sono arrivati da tutta Italia. Sarà di qui che partiremo per centrare il risultato».
Un risultato che sulla sua strada ha incontrato molti ostacoli, ma che alla luce della situazione attuale potrebbe rappresentare una situazione ottimale in grado di risolvere tre problemi in un colpo solo. «L’ostacolo principale è sempre stato il bigottismo dilagante – prosegue – Assieme all’ipocrisia. Il mondo della politica, salvo rare eccezioni isolate, non si è mai interessato seriamente di questo problema. Ha sempre girato la testa dall’altra parte. Anche se poi, e le cronache lo hanno dimostrato, gli uomini che fanno la politica sono spesso ricorsi alle prostitute. Ora, però, è arrivato il momento di mettere da parte le ipocrisie e di guardare la realtà dei fatti». E la realtà dei fatti parla di un momento estremamente difficile per l’economia del Paese. Una difficoltà che si riflette non solo sulle “casse” delle famiglie ma anche su quelle degli enti locali.
«La proposta che stiamo portando avanti va proprio in questa direzione – prosegue – Da un lato consentirebbe di togliere queste ragazze dai marciapiedi. Cosa che comporterebbe una maggiore sicurezza per loro e con un maggior decoro lungo le nostre strade. Inoltre regolarizzando questa situazione, si impedirebbe che tanti, tanti soldi, tutti rigorosamente in nero, finiscano con il prendere la strada dei paesi dell’Est, dove operano i protettori di queste ragazze, finendo con l’essere impiegati per droga o armi. Infine, regolarizzando la prostituzione anche le casse dei Comuni, già sottoposte a tagli di ogni tipo, ne trarrebbero giovamento. Abbiamo visto in questi giorni come ci siano state operazioni della Guardia di finanza nei confronti di operatori del commercio che magari evadevano parte delle tasse. Ma contro questo fenomeno, che smuove un giro d’affari nettamente superiore, e che è totalmente al di fuori della legge, non si vuole fare proprio nulla?».
Insomma, la posizione di Bili sull’argomento è chiara. È una battaglia iniziata tempo addietro e che proprio in questi ultimi tempi sembra aver subito un’accelerata: «Ormai le condizioni per abrogare una legge superata dai fatti e dai tempi come la Merlin ci sono tutte – aggiunge – Basta avere un po’ di coraggio. E non nascondersi dietro a falsi alibi. Come quello della famiglia. La regolarizzazione della prostituzione non avrebbe alcun contraccolpo sulle famiglie. Gli uomini, sposati e con figli, che ricorrono a queste signorine lo fanno ora come lo farebbero dopo. Ma in questo caso, lo farebbero in sicurezza, e senza andare fuori dalla legge».

IL SINDACO BILI INTERVISTATO IN TV (dal minuto 6’05” al minuto 7’55”)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


Massimo 1000 numero di caratteri ancora disponibili


Scarica l'App de Il Risveglio
ULTIME NOTIZIE
Il Risveglio, la politica e le etichette: perché la difesa della Costituzione non è una questione di “fazione”
EDITORIALE
EDITORIALE
In risposta alle polemiche social e agli interrogativi strumentali: da 105 anni la nostra testata garantisce pluralismo e pensiero critico, nel solco dei valori costituzionali
16 Ottobre 2026
In queste ore, a margine di un pezzo di analisi di cronaca politica che ha fatto discutere, qualcuno — persino tra chi esercita il nobile mestiere del...
Ciriè, trovato agonizzante per strada e morto poco dopo in ospedale: l’ipotesi caduta e l’ombra del pestaggio
Il decesso è avvenuto dopo il ricovero in pronto soccorso: eseguita l'autopsia, si attendoni i risultati
L'uomo, 60 anni, è morto al "pronto" dopo essere stato soccorso in strada all'inizio del mese. Inizialmente si era parlato di una caduta, ma gli accertamenti degli inquirenti e gli esami medico-legali puntano a fare piena luce sulle ultime ore di vita
16 Ottobre 2026
CIRIÉ – Un’esistenza complessa, segnata fin dai primi passi da un destino in salita, da traumi mai del tutto rimarginati e da una fragilità esistenzia...
Terremoto negli Ospedali di Cirié e Lanzo: fuga in massa dalle sale operatorie. L’ASL TO4 replica: «Aperti al confronto»
SANITA
SANITA
Quasi la totalità di infermieri e OSS in servizio tra i due presidi presenta domanda di mobilità interna: «Pressioni insostenibili e clima pesante». L'Azienda sanitaria prende atto e frena: «Procedura formale rispettata e dialogo sempre aperto».
di Redazione 
16 Ottobre 2026
CIRIÉ / LANZO – È scontro aperto tra organizzazioni sindacali e vertici sanitari sulla gestione del personale nei presidi ospedalieri di Cirié e Lanzo...