Giuseppe Crosignani vince il concorso “Prader Willi”
Cultura
20 Febbraio 2012

Giuseppe Crosignani vince il concorso “Prader Willi”

“Dickwanst! Und vielleicht Sogar Jude…” (Che ciccione! E forse è anche ebreo…).
Con questo racconto breve il cafassese Giuseppe Crosignani ha vinto il primo premio per la sezione narrativa a premi dell’ottava edizione – anno 2011 – del Concorso Letterario Prader Willi. La premiazione si è svolta sabato 21 gennaio nella Sala Grande del Circolo dei Lettori di Torino in via Bogino 9.
Il concorso letterario internazionale “Prader Willi” è stato bandito dall’Associazione culturale “Carta e penna”, al fine di sensibilizzare e far conoscere la Sindrome ad un pubblico sempre maggiore. Prader e Willi sono due studiosi che per primi hanno descritto il quadro clinico di questa malattia rara che colpisce un bambino ogni 15.000 nati, caratterizzata da ipotonia, appetito insaziabile, obesità, ritardo mentale, ritardo funzionale, bassa statura negli adulti e problemi comportamentali, legati alla mancanza del senso di sazietà.
Giuseppe Crosignani, 46 anni, sposato con tre figli, scrive di sé: «Sono impiegato in un’azienda di media dimensione. Da alcuni anni si è svegliata in me la passione per la poesia e la narrativa, ho cominciato a comporre versi e scrivere racconti brevi. Da lì a partecipare al primo concorso letterario il passo è stato breve ed il risultato ottenuto mi ha stimolato a continuare a scrivere. Ho vinto diversi premi sia in Piemonte che in Lombardia. L’ultimo è stato proprio il Concorso letterario “Prader Willi”, organizzato dall’Associazione Culturale “Carta e Penna” di Torino”.
Crosignani, particolarmente sensibile ai temi sociali che entrano tematicamente tanto nei suoi lavori poetici che narrativi, ha ambientato il suo racconto in una famiglia tedesca durante il nazismo. Karl Erleagen è un biondo colonnello “SS” di grandi aspettative e Wilma ne è la bella moglie ariana. Siamo nel 1936, nasce il figlio Paul e tutto tende all’onnipotenza per il dominio sul mondo, ma così non sarà. Nel 1942 l’esercito tedesco è intrappolato nella sacca di Stalingrado e la famiglia di Karl Erleagen scopre di avere un figlio non adeguato ai dettami della razza ariana, anzi pronto per la pulizia etnica che il regime stava facendo in Europa.
La tragedia scende nella famiglia. «Guarda Karl dove ti ha portato il tuo Führer: tu stai per uccidere il tuo bambino. – dice la moglie- Svegliati, per l’amor di Dio».
Il finale vede la sconfitta dell’ideologia ed il sorriso del bambino che riafferma il valore della famiglia. «Sull’onda di questo bel successo sto continuando a scrivere altri racconti – conclude Crosignani – e lavorando contemporaneamente ad un libro vero e proprio che sarà pubblicato, quale premio del concorso vinto, proprio dall’associazione culturale “Carta e Penna”».

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