La Commissione chiede altro tempo per finire le indagini
Politica
20 Febbraio 2012

La Commissione chiede altro tempo per finire le indagini

La Commissione d’inchiesta prefettizia ha richiesto, al ministero degli Interni, la proroga per un altro mese, per completare l’indagine iniziata il 17 agosto scorso.
L’avviamento della procedura disposta dall’articolo 143 del Testo Unico degli Enti locali era stata la prima conseguenza amministrativa a seguito dell’arresto, l’8 giugno scorso, dell’ex sindaco e capogruppo di maggioranza Nevio Coral nell’ambito dell’operazione “Minotauro”.
Il compito della Commissione, che verbalizzerà il risultato della propria indagine, a questo punto entro il 5 marzo, è quello d’individuare se possano esserci stati o meno dei “condizionamenti” sul regolare funzionamento dell’attività amministrativa comunale. Se questi fossero riscontrati, il Comune potrebbe essere commissariato da un minimo di 12 ad un massimo di 24 mesi. Ciò significherebbe la costituzione di un triumvirato di commissari cui andrebbe il compito di prendere in gestione l’intera attività amministrativa comunale.
La richiesta di proroga pare sia stata avanzata per l’incredibile mole di documentazione al vaglio degli inquirenti, e per individuire le necessarie diverse professionalità da dover coinvolgere nell’esame delle carte, per poterle analizzare, in modo compiuto e puntuale, per intero.
A tutto ciò c’è da aggiungere la scrittura della relazione finale da parte della Commissione d’accesso agli atti che dovrà essere poi vagliata dal Prefetto e quindi inviata al Ministero degli interni.
Dalla chiusura dell’indagine, quindi, dovranno passare circa altri 45 giorni prima di avere una risposta definitiva. Se ciò fosse, non ci sarebbero, però, i termini temporali utili per la convocazione dei seggi elettorali per arrivare al rinnovo del Consiglio comunale.
Al momento, infatti, le elezioni sono state ufficialmente calendarizzate per il 5 e 6 maggio prossimi. Ad oggi, inoltre, vista la mancata diffusione dei dati del censimento, Leinì andrebbe al voto con il vecchio sistema elettorale: quello previsto, per i Comuni al di sotto dei 15mila abitanti, ossia senza l’opzione del ballottaggio.

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