L’ora della verità per i “salotti solidali” del Coemm
Cronaca bianca
6 Marzo 2017

L’ora della verità per i “salotti solidali” del Coemm

Si chiama Coemm e anche se da qualche tempo questa associazione è giunta alla ribalta nazionale, non sono ancora in molti a conoscerla. C’è chi la considera una truffa (sul caso ci sono puntati i fari di trasmissioni come Strscia La Notizia e Le Iene, ndr) e chi, invece, vi intravvede una possibilità di crescita del genere umano.

Il programma dell’associazione è già nel nome: Comitato etico per un mondo migliore.

«Visto dall’esterno, può sembrare ingenuamente utopico, ma non è così – ragiona Roberto Antonini, di Ciriè, membro di uno dei ‘salotti’ locali – È un progetto per l’abbattimento della povertà e la creazione di una prosperità sociale diffusa».

Il modo in cui raggiungere questo fine, però, appare piuttosto misterioso: gli aderenti ai salotti, a Ciriè sono due mentre un altro è attivo a Caselle, donano al Coemm un euro a ogni incontro che viene svolto.

A comporre i salotti, denominati Clemm (Circolo locale etico mondo migliore), sono dieci ospiti cui si aggiunge un ‘capitano’: gli incontri sono mensili e sono concepiti come tavole rotonde in cui discutere dei temi concordati dal vertice del comitato. Temi che vanno dall’alimentazione alla povertà al confronto fra medicine tradizionali e alternative.

Gli oboli, attraverso dei non meglio specificati partner internazionali dovrebbe garantire un duplice scopo: finanziare progetti contro la povertà e garantire l’erogazione del cosiddetto ‘quid’ che altro non è che una somma di 1.500 euro per gli aderenti ai Clemm che si sono allineati alle quattro regole del comitato. Il quid avrebbe dovuto essere versato già nei mesi scorsi ma, stando al giudizio del Coemm, non tutti i circoli rispettavano le regole (etica, altruismo, riservatezza e buona comunicazione). Da qui, qualcuno ha insinuato il dubbio: ognuno degli ospiti, stimati in Italia fra 150 e 200mila, versa dodici euro l’anno al Coemm. Non è che qualcuno si è intascato il denaro?

«Certo c’è chi teme una delusione – ammette Antonini – Ci sono persone che contano su quel quid per riprendersi da situazioni economiche problematiche. Per me, ciò che conta è la consapevolezza che ho acquisito in questo percorso, credere in solidi principi in vista di un mondo migliore per i miei figli».

Del resto, il quid calamita attenzione in un periodo di crisi economica. La sua erogazione è calendarizzata dal 24 marzo prossimo: si tratterà di soldi virtuali, caricati su una carta elettronica. Ogni mese il Coemm dovrebbe versare una cifra concepita come ‘reddito di dignità’ in modo che il possessore abbia a disposizione ogni mese sempre 1.500 euro. Attendiamo…

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