Il diritto alla musica: una petizione e una ricetta rivoluzionaria firmata Pelizzari
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19 Settembre 2020
IL CASO. Il noto cantautore si è rivolto direttamente al Ministero con un apposito un progetto ed una raccolta firme

Il diritto alla musica: una petizione e una ricetta rivoluzionaria firmata Pelizzari

Per favorire fruizione di concerti e spazi con l’incontro tra imprenditoria, artisti e Stato

La pandemia può essere il momento perfetto per studiare un’altra strada per la musica dal vivo. È il pensiero di Daniele Pelizzari, portavoce su change.org di una semplice idea che aiuti i lavoratori dello spettacolo. L’autore e compositore si è rivolto con una petizione direttamente al Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo per proporre un nuovo modo di diffusione e fruibilità della musica leggera italiana. Il tema della fruibilità dei concerti dal vivo è uno dei nodi irrisolti della vita sociale con Covid-19.

Per Pelizzari può esserci un modo per favorire anche economicamente l’incontro tra l’imprenditoria privata, caposaldo della musica live in Italia, e gli artisti. I progetti inseriti nella petizione su change.org per ovviare alla carenza di opportunità anche nei piccoli territori sono essenzialmente tre: il primo riguarda la nascita di un circuito di concerti parallelo, della cui organizzazione si occupino non soggetti privati, bensì gli assessorati alla Cultura di tutti i Comuni italiani; in secondo luogo, una convenzione tra Stato e studi di registrazione e case discografiche locali; infine, la regolamentazione delle attività musicali nei piccoli e medi locali pubblici, club e circoli. In sostanza, la musica leggera verrebbe inserita in un contesto di “servizio pubblico”.

«Fare musica il venerdì sera – spiega Pelizzari – per la gente del tuo territorio, sarebbe diverso concettualmente. Diverse le aspettative e le prospettive. Non si negano qui le normali componenti di vanità e di ambizione che caratterizzano chiunque si pone sopra un palcoscenico, né si preclude a nessuno la possibilità di avventurarsi nell’eccitante mondo dell’industria musicale. Dico che si tratterebbe di una realtà certamente più sobria e naturale. Un “modello” forse più educativo di altri». Lo Stato diventerebbe soggetto attivo nell’organizzare concerti con spazi comunali attrezzati, biglietti a prezzi popolari e progetti musicali prevalentemente locali e potrebbe andare incontro ai gestori dei locali che ospitano musica live con semplificazioni normative e incentivi volti ad assicurare la presenza dell’attrezzatura strumentale di base, in modo da abbassare i cachet degli artisti.

Anche gli artisti dovrebbero essere supportati, con pubblicazioni a tiratura limitata e opportunità maggiori di esibirsi. I fondi per un tale progetto di “statalizzazione della musica leggera” ci sarebbero anche stati ma il Ministero ha deciso con il DL Agosto del Mibact, di utilizzarli alla vecchia maniera, con un bonus che tutti gli opera- tori del settore musica dal vivo possono chiedere entro il 25 settembre (link: https://www.dos. beniculturali.it/login.php). Forse la petizione di Pelizzari potrebbe aiutare a strutturare meglio gli investimenti? Il testo integrale qui: https://www.change. org/p/ministero-per-i-beni-e-leattivit% C3%A0-culturali-la-musica- leggera-in-italia-tre-proposte..

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