Economia e Lavoro, Il Caso, Prima pagina
14 Ottobre 2024
Intanto la famiglia coinvolta "rimpallata" da un ufficio all'altro dell'Agenzia delle Entrate

Cartella esattoriale da mezzo milione a artigiano pensionato, si cerca una soluzione

«Non ci hanno toccato le pensioni perché non superano la soglia per il possibile prelievo forzoso, a differenza di quanto fatto con il conto di nostro figlio, disoccupato»

Breve aggiornamento sulla vicenda del pensionato artigiano che ha chiuso l’officina 20 anni fa cui è arrivata una cartella esattoriale da oltre 500mila euro. Stamane la famiglia di Franco Padellaro si è recata all’Agenzia delle Entrate per cercare una soluzione ma è praticamente dovuta tornare a casa con un niente di fatto; e dire che  venerdì erano già stati al centro riscossioni e li erano stati reindirizzati alla sede centrale dell’Agenzia Entrate di Ciriè in quanto «non competenti sul caso».

Oggi li hanno nuovamente rimandati al mittente, a questo punto alle lagnanze dei signori hanno aggiunto che potrebbero (?) andare in un ufficio “risoluzioni crisi” a Torino. Dovevano telefonare per appuntamento, lo hanno fatto. Oggi era chiuso. Nel frattempo brancolano nel buio – fatta eccezione per la Cna che spiega loro che alle pensioni che non superano di tre volte la minima non possono bloccare i conti – e provano infatti a ritirare dei soldi per campare e pagare l’affitto: soldi presi, domani vanno in banca per sapere anche di quelli invece prelevati al figlio disoccupato. Insomma l’Italia è un Bel Paese.

E intanto c’è chi si chiede se  vista l’eco avuto dalla vicenda, e la sua estrema delicatezza sociale che viene ad assumere per queste persone così in difficoltà, non  potevano già  i solerti funzionari del “Fisco Amico” anticipare chiarimenti e soluzioni?

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